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AIUTO SALVATE IL NOSTRO PARROCO!

Nella nostra parrocchia (Parrocchia S. Sebastiano Valmontone, provincia di Roma) abbiamo un problema, vogliono trasferire il nostro amato parroco, Don Alberto Raviglia, che è qui con noi da tanti anni (circa 40). Non vogliamo perderlo e vorremmo continuare il nostro cammino spirituale con lui. Scrivo a titolo personale, ma sicura di interpretare il pensiero di molti parrocchiani. Stiamo raccogliendo a questo proposito delle firme, al momento abbiamo raggiunto, in una sola settimana, la quota di 2734. Queste sono state già consegnate nelle mani del Vescovo, che però si è mostrato poco sensibile alla quantità di firme, e soprattutto, irremovibile nella sua decisione. Stiamo, nonostante tutto, andando avanti con la raccolta, fiduciosi. Io e mio marito è poco tempo (10 anni) che viviamo a Valmontone, e che abbiamo modo di frequentare la Parrocchia, ma appena arrivati siamo subito stati accolti molto bene da questo parroco meraviglioso. Senza voler mancare di rispetto a nessuno, non è facile trovare un parroco così; con grande spirito di accoglienza verso tutti, anche per quelli che non sono cattolici, grande umanità e carità. E soprattutto con una grande Fede. La nostra non è una parrocchia che si può definire ricca, soprattutto in questo ultimo periodo in cui molti sono senza lavoro. Ci sarebbero anche lavori di restauro da fare, ma il nostro parroco pensa in primis a raccogliere soldi e cibo per la Caritas e fondi per una missione in Brasile dove vive anche una nostra ex-parrocchiana che si è fatta suora. Parlando con le persone che abitano qui da sempre, ho sentito storie di vita vissuta che commuovono, anziani che raccontano aneddoti del passato, all’interno di questa comunità parrocchiale, molti genitori mi hanno detto: <>. I bambini della comunità, molto legati al loro parroco, sono turbati e si sentono smarriti, quasi abbandonati da un padre che amano, scrivono delle letterine che sconcertano. È una persona umile, diventato una parte importante della nostra comunità e che dopo 40 anni non può venire meno senza giusta causa. Alcune persone di altre parrocchie ci hanno detto che per un prete è normale che venga trasferito, ma mi chiedo perché? Trasferire un parroco di 65 anni, che ha vissuto tutta la vita in un posto, in un’altra parrocchia dove dovrà ricominciare tutto, non mi sembra una cosa bella. Trasferire un parroco amato, che ha lavorato bene, che sta lavorando bene, che tutti apprezzano, non ha senso! Sconvolgere così un’intera comunità per me, umilmente, non è molto giusto! Nel portare questo disorientamento al nostro Vescovo, lui si è mostrato poco comprensivo dal punto di vista umano, sia nei confronti di un uomo, che sì “prete”, che sì “obbediente”, ma pur sempre di 65 anni, sia nei confronti di una intera comunità che si sente confusa e poco amata. Per pura provocazione, al solo scopo di fargli capire il senso del nostro disagio, gli è stato prospettato anche il pericolo che tutte le 3000 persone che avevano firmato, forse, sentendosi non compresi, avrebbero potuto abbandonare la parrocchia e non venire più. Per tutta risposta ci ha detto che a noi non ci doveva interessare dove sarebbe stato mandato Don Alberto, che al suo posto sarebbe venuto un altro prete, quindi per noi doveva essere lo stesso; e che se queste persone fossero andate via, non importava nulla, tanto la diocesi conta 130mila persone, 3mila in più o in meno non fa nulla! Davanti ad una delegazione di 25 persone ci ha detto che: <>, <>, dimostrare?? governare??!!?? E alla richiesta perché non poteva restare tutto come è, e ognuno di teneva il parroco proprio, lui rispondeva che non poteva farlo, non poteva accontentaci, oppure avrebbe scontentato qualcun’altro, ??!!?? Devo dire che siamo rimasti senza parole. In noi la confusione è aumentata e pure la sensazione di non essere molto amati, ma considerati meri numeri. Mi chiedevo se ci può aiutare in qualche modo, anche pubblicando questa lettera, per far conoscere la nostra situazione. Per favore, ci aiuti! Non vogliamo perdere il nostro parroco! Certa di una risposta positiva, ringrazio in anticipo, e che Dio la benedica! Una parrocchiana

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