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Obama e la pace nell'Irlanda del Nord

Gentile direttore, leggo su rainews24 che Barack Obama si è congratulato con i gli Irlandesi del Nord per lo sforzo con cui stanno mantenendo la pace nei confronti della Gran Bretagna. Nell'articolo si riportano le parole di Obama che apprezza gli sforzi per l'integrazione tra le comunità Cattoliche e Protestanti. Oltre a questo, Obama si sofferma sulla crescita economica di Belfast. In particolare cito: "Belfast è una città diversa, ci sono fabbriche, rifioriscono le industrie, i turisti tornano in visita, i pub sono pieni di famiglie". Tutti segni, ha sottolineato Obama, che "ora possono sembrare normali" Per un momento ci ero cascato anche io. Per un momento ho pensato che i valori di pace e di convivenza avessero preso il sopravvento sulle recriminazioni etniche e territoriali. Poi, leggendo le parole sullo sviluppo economico e leggendo la frase "ora possono sembrare normali", mi è venuta in mente la mia città Roma e l'Italia intera. A Roma l'industria è praticamente sparita. Nell'interland, soprattutto Pontino, le fabbriche sono state chiuse. Inoltre i turisti prediligono altre mete europee, i pub e i ristoranti si stanno svuotando. Si stanno svuotando anche i supermercati e le strade. Come accade a Roma accade più tragicamente anche in altre parti d'Italia. C'ero cascato, ma poi mi è venuto il dubbio: ma non è che nel 2013 gli Irlandesi del Nord vedono nella Gran Bretagna, nella Sterlina, nell'autonomia monetaria, più un'occasione per evitare la crisi economica che non un barbaro invasore? Ma non è che questi bontemponi (mi passi il termine bonario) stanno cercando di tenere buono il proprio padrone "extra Euro" che nel 2013 gli dà ancora ricchezza e sviluppo economico? Noi dobbiamo emigrare per poter trovare chi ci dà una paga in moneta pregiata. Loro la moneta pregiata se la sono ritrovata in casa. Mi viene la pelle d'oca ripensando alle guerre di terrorismo in Irlanda, al "Bloody Sunday" reso immortale dagli U2. Mi viene anche il dubbio che se "qualcuno" proponesse all'Irlanda del Nord di lasciare la Sterlina per entrare nella casa "povera ma onesta" dell'Euro, il suo popolo tirerebbe immediatamente su le barricate. Stavolta, però, per restare "Inglesi". Saluti. Alessandro

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