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UN PO’ DI STORIA

Nel dopoguerra e per molti anni l’Italia era burocraticamente e politicamente organizzata in Comuni, Province e Stato Centrale, che avevano complessivamente un loro costo. Successivamente si sono aggiunte le Regioni con cui si sono duplicati apparati, politici e spese. Con l’Europa si è avuta altra duplicazione di apparati, politici e spese. Tutto questo ambaradan costa un monte spaventoso di soldi, che vengono sottratti dalle tasche dei cittadini e delle imprese, riducendo il potere di spesa degli uni e delle altre. Le imprese, esposte alla concorrenza, vengono addirittura private per questa via della possibilità di autofinanziamento, che illo tempore avevano. È inutile girarci tanto intorno, troppa gente campa sulle spalle di pochi. Siamo gravemente malati di eccesso di rappresentanza democratica. Ma pretendere dalla politica il dimezzamento delle poltrone è come pretendere che il tacchino sia felice dell’arrivo del Natale. Additare nell’evasione fiscale il colpevole della mancanza di fondi è in gran parte un diversivo, basato su numeri ipotetici. Becchi una volta chi evade, lo fai pagare, ma poi perdi per sempre i redditi successivi. Questo genere di operazioni equivalgono ad incassi una tantum e non a operazioni strutturali. Specchietti per le allodole quindi. Un modo per farsi grandi di fronte ai piccoli elettori. Ma alla fine si ripresenta puntualmente il deficit di fondi, perché la piovra pubblica è come una gigantesca sanguisuga: dissangua. E poi qualcuno lamenta che gli investimenti esteri in Italia si sono ridotti a 1/3. Ma qualcuno crede forse che gli investitori esteri siano dei cretini ?

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