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IL MANDATO NON E' UNA DELEGA IN BIANCO

Spett.le Direttore, Solo due mesi fà, “Italia Oggi”, parlava del Sindaco di Santarcangelo, come di un moderno Robin Hood, ora invece si è dimesso e la città verrà traghettata sino alle prossime elezioni, da un commissario prefettizio. Una definizione un po' azzardata, se avessimo avuto il “vero” Robin Hood come Sindaco, chissà se per contenere la spesa pubblica, come soluzione, avrebbe escogitato quella di lasciare i cittadini quasi al buio spegnendo centinaia e centinaia di lampioni. Trovo assurdo che la pubblica illuminazione venga percepita come uno spreco da parte di un’ amministrazione comunale e non come un elemento che contribuisce alla sicurezza dei cittadini, lo spreco annida altrove spulciando nelle spese di rappresentanza, nella realizzazione di alcuni eventi, negli acquisti di quello che non è strettamente necessario e forse allora troveremo qualcosa di più interessante e superfluo su cui tagliare. Il Sindaco ha coinvolto i cittadini sul bilancio, ma per chiedere loro se sarebbe stato meglio avere meno luce o più tasse, però più che democrazia o partecipazione, la si potrebbe definire simpaticamente un “ricatto”. Il motivo per cui il Sindaco è caduto è invece riconducibile a quel modus operandi di cui la gente è un po' stanca. Un Sindaco assume la carica grazie ad una maggioranza che sostiene il suo programma di mandato e supporta la sua candidatura, ma il mandato non è una delega in bianco e il consenso in consiglio un Sindaco se lo deve guadagnare di volta in volta. Se su un documento come il bilancio, che è uno degli strumenti di governo più importanti, non c'è più una maggioranza l’amministrazione decade. Il voto dei consiglieri non è solo un' alzata di mano, ma anche una presa di responsabilità che non si può concedere per "partito preso". Cordiali saluti, Loris Dall’Acqua Santarcangelo di Romagna

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