Cerca

Aboliamo la cassa integrazione

ABOLIAMO LA CASSA INTEGRAZIONE Grazie comunque per l'attenzione. marco borgogno 335 62 75 162 Perché, in questi momenti di crisi epocale, non riformare o abolire l’istituto della cassa integrazione? Non è da oggi che esiste un dibattito tra molti economisti che sostengono, molto sommessamente, l’inefficacia di una politica assistenzialistica che persevera nel pagare la gente a far nulla. Ed è difficile palesare queste opinioni che vanno contro-corrente nei confronti di una elite politico/sindacalista che su questi temi ci marcia da tempo. E’ arcinoto che una buona parte delle imprese , in Italia, stia chiudendo i battenti, con la velata soddisfazione dei nostri “partners” europei che vedono crollare l’ottava (fino ad oggi) potenza industriale del mondo e possono così accrescere le loro produzioni. Ma , al di là delle parole, nessuno fa nulla per evitare questa circostanza: non le banche, non lo Stato e men che meno i sovrabbondanti e costosi Enti Locali. Tasse come l’ IRAP, l’IMU e la (probabile) TARES, gravando sul lavoro e sui beni strumentali, fanno lievitare i costi aziendali , non permettono aumenti di stipendi ai dipendenti ,privano le nostre aziende di competitività e riducono i consumi prosciugando la liquidità. Senza dimenticare le norme della burocrazia e della pletora di incombenze, spesso assurde, anch’esse responsabili di non pochi fallimenti. Con questa immagine pessimistica , ma purtroppo realistica, lo Stato ingordo di denaro per sanare i propri errori del passato , spende, tramite l’INPS, molte delle sue disponibilità a breve per fini assistenziali quali la cassa integrazione guadagni. Ma non sarebbe più utile devolvere questi incentivi alle imprese in crisi che , con questi contributi, si impegnino a evitare i licenziamenti , e lasciare l’assistenza ai casi disperati? Non solo si otterrebbe un risultato migliore per ciò che riguarda l’occupazione , ma si ridurrebbero i costi di produzione abbassando i prezzi di vendita a vantaggio della competitività, e lasciando più soldi al consumo. L’Italia è ingessata da una mentalità superata e di comodo: non abbiamo mai visto i molti difensori dei “poveri”, che paiono attori navigati usi a recitare la loro monotona parte sulla scena , rinunciare nemmeno ad una piccola parte dei loro privilegi. Grandi prediche , ma pessimi esempi ! Pur di non cambiare nulla! D’altro canto basterebbe applicare le indicazioni economiche della politica “keyseniana” che sostiene “ la necessità dell'intervento pubblico nell'economia qualora una insufficiente domanda non riesca a garantire la piena occupazione”. E’ un principio per nulla liberistico che piace molto anche ai difensori dei “poveri” e fu la base per superare nel 1929 la crisi americana ;copiata poi da altri stati. Perché non riflettere su questo tema ? E’ un’eresia la mia? Marco Borgogno – Borgo San Dalmazzo 20.06.13

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog