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Un consiglio a chi avrà in futuro a che fare coi drogati

Umana e cristiana pietà per la morte di Stefano Cucchi e massima comprensione per il dolore dei suoi familiari. Ma,soprattutto,un monito - guida per chi in futuro avrà a che fare,per dovere di mestiere,con drogati già distrutti nel fisico e nella psiche.(il povero giovane poi deceduto,all'arresto,pur essendo alto 1,76 metri,pesava soltanto 43 chilogrammi). Siano oltremodo guardinghi,li trattino coi guanti,nel periodo che precede l'eventuale processo permettano giornalieri contatti con le famiglie,onde non correre il rischio di venire in seguito accusati di mancata assistenza oppure addirittura di lesioni. Li curino come si fa coi bimbi irresponsabili. E per non avere a soffrire,anche dopo esser stati assolti nei tribunali,all'ascolto delle solite "urla di circostanza" di dover ascoltare dal pubblico urla come quelle che sono seguite all'assoluzione di alcuni degli imputati del caso Cucchi : "Dov’è la giustizia, mi fate schifo, assassini"...

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