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AIUTO SALVATE IL NOSTRO PARROCO!

A tutti i media Giornali, televisioni e radio Valmontone, 21 giugno 2013 Oggetto: AIUTO SALVATE IL NOSTRO PARROCO! Mi chiedevo se ci può aiutare in qualche modo, anche pubblicando o leggendo questa lettera, per far conoscere la nostra situazione. Per favore, ci aiuti! Non vogliamo perdere il nostro parroco! A sostegno di questo dissenso, è stata anche organizzata, per il giorno lunedì 24 giugno 2013 alle ore 21:00 la “Fiaccolata per Don Alberto Raviglia “SEMPRE CON NOI”. L’evento avrà il seguente itinerario: partenza da via Baltasar (zona centro commerciale Macinanti) – Via Gramsci – Via Colle Piscarello – Via Eleonora – Via Mazzini – Via Cavour – arrivo in Piazza della Rinascita. Nella nostra parrocchia (Parrocchia S. Sebastiano M. Valmontone, provincia di Roma) abbiamo un problema, vogliono trasferire il nostro amato parroco, Don Alberto Raviglia, che è qui con noi da 40 anni. Non vogliamo perderlo e vorremmo continuare il nostro cammino spirituale con lui. Le scrivo a titolo personale, ma sicura di interpretare il pensiero di molti parrocchiani. Nella nostra parrocchia abbiamo un problema, vogliono trasferire il nostro amato parroco, Don Alberto Raviglia, che opera da 40 anni nella Parrocchia S. Sebastiano Martire - Valmontone, provincia di Roma. Una missione, la sua, ineccepibile, senza mai tirarsi indietro verso il prossimo e gli ultimi che sono di casa presso la sua parrocchia. Io e mio marito è poco tempo (solo 10 anni) che viviamo qui, ma appena arrivati siamo subito stati accolti molto bene da questo parroco meraviglioso. Senza voler mancare di rispetto a nessuno, non è facile trovare un parroco così; con grande spirito di accoglienza verso tutti, anche per i non cattolici, grande umanità e carità. E soprattutto grande fede in Dio. La nostra non è una parrocchia che si può definire ricca, soprattutto in questo ultimo periodo in cui molti sono senza lavoro. Ci sarebbero anche lavori di restauro da fare, ma il nostro parroco con i soldi che riesce a raccogliere, pensa in primis, alla Caritas (presente presso la parrocchia), ad una missione in Brasile, ai poveri della comunità. Parlando con le persone che abitano qui da sempre, ho sentito storie di vita vissuta che commuovono, anziani che raccontano aneddoti del passato, all’interno di questa vita parrocchiale, molti adulti mi hanno detto: «ma ora come facciamo? Don Alberto ci ha sposati, ha battezzato e ora sta preparando i nostri figli per la comunione. Vorremmo che restasse qui, per magari sposarli, come a fatto con noi». I bambini della comunità, molto legati al loro parroco, sono turbati e si sentono smarriti, quasi abbandonati da un padre che amano, scrivono delle letterine che sconcertano. È una persona umile, diventato una parte importante della nostra comunità e che dopo 40 anni non può venire meno senza giusta causa. Un parrocchiano ci ha detto: «Sono oltre 40 anni che conosco personalmente Don Alberto. E’ un sacerdote, che in tutti questi anni, ha saputo sempre farsi apprezzare per lo spirito attraverso il quale è riuscito a far entrare in tutte le nostre case la parola del Signore.» e un altro «Perché dopo 40 anni non si può mandare via un parroco che ha costruito non solo la sua vita qui ma soprattutto ha costruito con noi parrocchiani un rapporto di straordinaria simbiosi e fiducia» Non vogliamo perderlo e vorremmo continuare il nostro cammino spirituale con lui. Specialmente in questo periodo così difficile, sia per le pecore, sia per i pastori. Questa parrocchia funziona bene, benissimo. E se va bene perché cambiare? Certo, ogni cosa può essere migliorata, con l’impegno tutti, si riuscirà di sicuro a farlo. E per questi miglioramenti non serve cambiare parroco, ma serve l’impegno di noi facenti parte della comunità. I nostri pastori vanno amati e aiutati! Alcune persone di altre parrocchie ci hanno detto che per un prete è normale che venga trasferito, ma mi chiedo, e ci chiediamo, quali sono le motivazioni di questo trasferimento ad altra sede? Ricominciare daccapo in un’altra parrocchia per Don Alberto sarebbe difficile, non perché non lo voglia fare. Avendo lui, l’obbligo dell’obbedienza, se dovesse arrivare l’ordine definitivo sarebbe costretto a partire. Però, chi lo conosce bene sa, ovviamente, che vorrebbe restare qui, in mezzo a noi, le sue pecore da 40 anni. Questa forma di opposizione viene portata avanti, esclusivamente, dalla comunità della nostra parrocchia, e lui si astiene da ogni iniziativa, partecipazione e commento. Sono state raccolte, a questo proposito, delle firme, in una sola settimana abbiamo raggiunto la quota 3.000, più della metà della popolazione che fa parte della parrocchia, (togliendo ovviamente: bambini, minorenni e di altra fede religiosa). È per questo motivo che, il giorno 06 giugno 2013, un gruppo di fedeli della parrocchia di San Sebastiano Martire, si sono diretti verso Velletri, sede della diocesi, per incontrare il vescovo Vincenzo Apicella e convincerlo a desistere dalla sua azione. Le firme sono state consegnate nelle mani del Vescovo, che però si è mostrato poco sensibile a questo, e irremovibile nella sua decisione. Stiamo, nonostante tutto, andando avanti con la raccolta, fiduciosi. Era previsto un secondo incontro, il 20 giugno 2013, sempre presso la diocesi di Velletri, che però, purtroppo non ha dato i frutti sperati. L’ostinazione del vescovo resta! Anzi ha dichiarato di voler anticipare il trasferimento, spingendoci ad affrettare ogni nostra iniziativa. Ci auguriamo che questa situazione venga fermata al più presto, prima che sia troppo tardi. Resta, però, in noi la consapevolezza che non lasceremo nulla di intentato, busseremo a tutte le porte, scriveremo a tutti e parleremo con quelli che ci vorranno ascoltare. Siamo fedeli affezionati ad un Parroco e cresciuti con lui, abbiamo fatto ciò che ritenevamo necessario, ora faremo tutto ciò che è possibile, infine, sono sicura, ci sorprenderemo a fare l'impossibile, affinché resti con noi, il nostro amato Don Alberto Raviglia. Certa di una risposta positiva, ringrazio in anticipo, e che Dio la benedica! due parrocchiani Patrizia Manili e Antonino Toti Le lascio tutti i miei recapiti, ma la prego di non pubblicarli. Patrizia Manili - Antonino Toti 00038 Valmontone (Roma) patriziamanili@virgilio.it

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