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decadenza

Direttore, chi di noi ,italiani adulti tra i 40 e i 60 anni,ha mai conosciuto una fase come questa?Noi siamo gli italiani "fortunati",quelli della crescita costante,quelli della piena transizione da un 'idea di benessere ad una condizione di privilegio. Lavoro,denaro,occupazione piena,dopolavoro,vacanze,aperitivo,after houer... Siamo quelli che abbiamo visto e conosciuto la volontà dei nostri padri di cambiare le cose e di averlo fatto in un mondo rinnovato,bello; un mondo si conflittuale ma tremendamente sano,onesto,coraggioso anche nei contrasti più feroci. Negli anni di piombo,chi da una parte chi dall'altra,ha vissuto subìto o cavalcato violenza ,ma ha saputo rendere onore ai suoi morti e così facendo rendere onore anche al nemico. Abbiamo conosciuto la politica e il suo lato deteriore, gli indimenticabili dialoghi surreali e ridicoli nel ricordo di sordi e verdone, così come pure eravamo consapevoli del lato migliore(connotati,capacità, competenza , autorevolezza..non a caso oggi l'unico politico credibile è napolitano ,custode delle istituzioni e unico sopravvissuto di quel mondo) Siamo a oggi...oggi? Oggi siamo in un limbo di incertezza,tra una ricchezza che ci sfugge e svanisce,la speranza che non accada davvero,l'illusione che prima o poi si invertirà la recessione, in cui l'unica certezza è che nulla sembra più funzionare e che,soprattutto,nulla e nessuno ci salverà dal declino. Assieme ai nostri conti bancari follemente finanziati a debito, stanno franando aziende,lavoro,amicizie,amori...e così via distruggendosi rapporti consolidati, oggi fragili come fili di seta . Vedo quaranta cinquantenni che l'unica certezza su loro stessi la ritrovano sui documenti e certificati di nascita. Altrimenti lo sgomento e l'incognita. Questa pare essere l'unica certezza,e dall'incognita si dovrà trarre e dedurre il teorema per tracciare nuova via e soluzione. Io direi che,quando lo stacco tra società reale e palazzo sarà colmato definitivamente quando cioè la crisi colpirà duramente nel segno partititi ,governo,istituzioni,senza possibilità più alcuna di melasse parlamentarie,quando cioè non ci saranno più soldi per stipendi rimborsi segretarie automobili e affini per questi poco più,o poco meno,di impiegati pubblici senza arte né parte,e li vedremo piangere sulla loro incosciente incapacità ,forse quello sarà il momento della nostra possibilità, della consapevolezza e della speranza per un futuro differente da questo aborto sociale che ,tutti, insieme abbiamo partorito. La dinamica non potrà sfuggire dal principio dell'azzeramento. Quindi non più con il nulla di fronte ma, senza più nulla ,sapremo risorgere e rinnoveremo la vita, rivedremo l'alba del nuovo giorno

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