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STIAMO CEDENDO LE QUOTE AZIONARIE DI ITALIA S.P.A.

L'immigrazione va frenata, limitata ai numeri sostenibili. Per far ciò le leggi vigenti, che non ci consentono di fatto il respingimento degli immigrati irregolari, vanno urgentemente modificate. D'altra parte è necessaria in Italia una politica, ora del tutto assente, di sostegno demografico, o, per meglio dire, di "rianimazione demografica". L’obiettivo dovrebbe essere quello della crescita zero (né crescita, né decrescita), obiettivo che comporta un incremento da 1,1 a 2,1 figli per donna (2,1 è il livello che consente di avere una natalità e una mortalità che si compensano tra loro, e cioè una popolazione numericamente stabile nel tempo). Lo stesso identico obiettivo si dovrebbe perseguire, attraverso una concertazione internazionale e aiuti finalizzati, per le popolazioni che presentano ora una crescita esponenziale e cioè non sostenibile nel tempo. E' facile comprendere che qualsiasi aiuto dato ai Paesi in via di sviluppo in assenza di una politica di questo tipo si rivelerebbe del tutto inutile. Gli immigrati inizialmente riempiono un vuoto lasciato dagli italiani. Il processo non si ferma però a questo punto, ma giustamente e inevitabilmente prosegue, perché per gli immigrati si creano nuove opportunità e occasioni di competizione in ambiti che gli italiani avrebbero invece voluto riservare a sé stessi. Il processo diventa poi irreversibile e il bilancio netto è quello di una cessione di proprietà: in altre parole, se volessimo paragonare l'Italia a una società per azioni, gli italiani stanno cedendo sempre più quote azionarie dell'Italia SpA. Ciò che molti non hanno capito è che gli immigrati non sono venuti in Italia per fare i servi degli Italiani, perciò questi ultimi devono rimboccarsi le maniche e competere seriamente, oltre a porre un freno a una immigrazione non sostenibile, se non vogliono ritrovarsi loro a fare da servi agli immigrati o ad essere socialmente emarginati. A Prato, per esempio, le industrie sono tutte in mano ai Cinesi e presto gli Italiani, che le industrie le hanno chiuse o cedute, si ritroveranno a dover chiedere lavoro come operai ai nuovi arrivati, che nel frattempo sono diventati i nuovi imprenditori. Gli immigrati non sono venuti apposta per fare gli operai o i camerieri, ma, se possibile, per diventare i nuovi padroni. Se non ci svegliamo, saremo noi a servire. Con i più cordiali saluti.

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