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IL MOSTRUOSO PARADOSSO DEL PERCENTILE

Lettera Aperta al Ministro dell'istruzione Maria Chaiara Carrozza IL MOSTRUOSO PARADOSSO DEL PERCENTILE Gent.ma Sig.ra Ministro, chi le scrive è un’insegnante del Liceo Classico G.C. Tacito di Terni. Il nostro è un liceo di provincia ma che, senza falsa modestia, posso definire d’eccellenza, non un diplomificio. Si tratta di un Liceo noto per severità e rigore in cui il voto non viene mai regalato. Vorrei fare insieme a Lei qualche riflessione sulle novità di quest’anno. Come è noto, da ben 15 anni l’esame che migliaia di studenti sono in questi giorni chiamati a sostenere, non si chiama più di maturità, ma Esame di Stato, e non è solo una differenza linguistica ma soprattutto sostanziale: l’esame verifica e valuta conoscenze, competenze e capacità del candidato e ne certifica il livello raggiunto; le commissioni sono nominate dal Ministero; il Presidente è un pubblico ufficiale che garantisce la regolarità e l’omogeneità della valutazione nel rispetto degli ordinamenti esistenti; il titolo conseguito all’Esame di Stato ha valore legale. Mi chiedo a questo punto se si possa per decreto stabilire che il valore del voto espresso da una commissione sia diverso dal valore del medesimo voto in un’altra commissione, anche operante nella stessa scuola. Me lo chiedo perché è questo che, inevitabilmente, accadrà per effetto del D.M. 12 giugno 2013 da Lei emanato, che si proponeva di correggere quelle che Lei, Ministro, aveva definito “criticità”. Qualche criticità in effetti la corregge ma crea nuove “mostruosità”. La disparità di trattamento dovuta al percentile si sposta dalle scuole, che hanno potuto indignarsi e protestare, alle singole commissioni, con effetto di moltiplicarsi ed essere verificabile solo dopo la conclusione degli esami, rendendo quindi la protesta e l’indignazione inefficaci. Cosa succederà per effetto del Suo decreto? In molte delle centinaia di commissioni che operano sul territorio nazionale, l’80° percentile, soglia di sbarramento per accedere al bonus, NON corrisponderà allo stesso voto d’Esame. E non parlo di scostamento di 1 o 2 voti, ma anche di differenze macroscopiche che daranno luogo ad ingiustizie e disparità di trattamento, anch’essi macroscopici. Mi sono divertita (si fa per dire) a verificare quello che sarebbe avvenuto applicando la tabella ai risultati nelle commissioni d’esame del mio liceo nell’anno scolastico scorso. Premetto che, come in tutte le scuole, le situazioni e i livelli delle classi, e quindi delle commissioni, non sono necessariamente omogenei, ogni classe ha la sua storia. Per chi ha esperienza vera nella scuola, questo è un noto e palese dato di fatto. Ecco i risultati, ribadisco su voti veri dell’anno scolastico 2011/2012: Commissione A: 80° percentile = 92 Commissione B: 80° percentile = 90 Commissione C: 80° percentile = 85 Come lo spieghiamo a Giovanni della commissione A che con 90/100 ha 0 punti di bonus mentre Michele della commissione C con 90/100 ha 4 punti di bonus, o, ancora peggio, Franco della Commissione C con 85/100 di punti ne ha 2? Sono certa Ministro che non le sfugga che nelle graduatorie dei test per l’accesso programmato, specialmente quello per medicina, uno 0,50, può fare la differenza di centinaia di posti e quindi essere la discriminante per essere dentro o fuori! Come lo diciamo a Giovanni che magari ha fatto il test meglio di Michele e di Franco? E come diciamo, quest’anno, ad Antonio della Commissione A che ha la sfortuna di essere in una classe di cui fino a ieri andava orgoglioso fatta di tante, vere eccellenze che probabilmente per accedere al bonus dovrà avere 100/100 (questa possibilità la prego di credermi è realistica anche se eccezionale) e che il voto che riteneva essere l’obiettivo, per cui ha sudato, impegnandosi per 5 anni, di 98/100 non vale nulla, mentre l’85/100 della classe accanto di punti ne vale 2? Non crede, Ministro, che tale disparità di trattamento sia intollerabile per chi, come i nostri studenti, ha studiato per formarsi adeguatamente, indipendentemente dal “punteggio” che li avrebbe premiati o puniti all’Esame di Stato? Non crede, Ministro, che chi è fuggito dal liceo statale perché troppo duro e rigoroso e sia approdato ad un liceo privato dove tradizionalmente i risultati sono inferiori, e non a causa di maggiore severità, non debba essere così palesemente avvantaggiato? Non crede, Ministro, che Giovanni con 98/100 sia un ragazzo di valore notevole anche se i suoi “eccellenti”compagni sono più bravi di lui e quindi non debba “correre” con 8 punti di penalità? Non crede, Ministro, che tale evidente ingiustizia dipenda dal fatto che applicando un concetto statistico come il percentile a numeri piccoli ( a volte piccolissimi come i 13 alunni che costituiranno una commissione al liceo privato) si ottengano, nella migliore delle ipotesi, risultati poco significativi, nella peggiore, paradossali? Infine, non crede, Ministro, che alla luce di quanto detto non sia il caso di correggere questa mostruosità che, così com’ è, aprirebbe la prevedibile strada ad una quantità indefinita di contenziosi con gravi ripercussioni sulle graduatorie per l’accesso programmato alle Università? Certa di incontrare la Sua sensibilità, La saluto cordialmente. Laura Crovari docente presso il Liceo Classico G.C. Tacito di Terni Gent.mo Direttore, Il problema è urgente e spinoso: ai tecnici del ministero "sfugge che se la nuova norma venisse applicata darebbe luogo a grandi disparità di trattamento a parità di punteggio all'esame di stato: non sono esperta ma credo che questo sia leggermente anticostituzionale. Grazie per l'attenzione e spero che possiate in qualche modo rendere pubblica la lettera in modo che sia chiara una ingiustizia che non è chiara, dal momento che deriva da norma cervellotica, neanche agli studenti che al momento sono impegnati negli esami ma che alla fine si ritroveranno "fregati" senza neanche sapere perchè, quando ormai sarà troppo tardi. Grazie Laura Crovari

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