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Dies irae

Egregio Direttore, poco più di due mesi fa, in tarda serata, per un gesto di cortesia verso una coppia di miei anziani ospiti torinesi sono stato costretto a commettere un'infrazione al codice della strada per via dei mille divieti vigenti nel centro di Milano. Risultato, € 94.00. Proprio nel periodo più tar-tassato dell'anno. Poiché noi si lavora - se/quando possibile - per vivere/sopravvivere, da oggi il mio domicilio diviene sede rivoluzionaria. Non pagherò più nulla. E non s'azzardino, lorsignori, ad inviarmi gente in divisa servitrice dello "statu quo" (devono servire il popolo ma questa è un'altra storia, facciano un esame di coscienza), perché saranno respinti con ogni mezzo. Tolleranza sottozero con istituzioni che, già in grave debito con la propria cittadinanza cui è stato tolto il diritto al lavoro, talvolta la vita e persino... il cono gelato per i bambini, dopo aver consentito vessazioni e soprusi nei confronti dei nostri vecchi, sprechi e carenze nei pubblici servizi, a casa mia non rappresentano più niente e nessuno. Da oggi, quei signorotti feudali degni del cappio avranno solo disprezzo. Dio vi maledica! C. Buttura P.S. Le sono grato della solerte pubblicazione della mi@ di ieri e, con i saluti, porgo le mie più vive cordialità a lei ed alla sua redazione. Buona giornata

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