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Imbarbarimento giudiziario

Egregio Sig. Direttore di Libero, Dott. Maurizio Belpietro, mi chiamo Giuseppe Palma e sono un giovane avvocato di quasi trentacinque anni. Sono nato ad Ostuni (la famosissima Città Bianca) e vi ho vissuto fino alla fine del 2007, ma per motivi di lavoro mi sono successivamente trasferito a Milano. Sono iscritto all’Ordine degli Avvocati di Brindisi e da circa cinque anni svolgo la professione forense nella città meneghina come collaboratore dello studio legale dell’Avv. Vetullio Mussolini. Scrivo la presente per esprimere tutto il mio rammarico sulla pronuncia di ieri pomeriggio del Tribunale di Milano nel cosiddetto Processo Ruby. Siamo di fronte ad un imbarbarimento giudiziario, in altre parole la morte dello Stato di Diritto. Mi sono chiesto, purtroppo dandomi adeguate risposte, quante persone si sono fatte ammazzare nei secoli passati perché l'onere della prova nel processo penale spettasse all'organo che predispone l'accusa. Benché il processo contro Silvio Berlusconi si sia svolto regolarmente, il Tribunale non ha ritenuto di fare l’unica cosa che avrebbe dovuto fare secondo le norme attualmente vigenti: applicare la Legge sulla base delle risultanze processuali. In pratica, con la Sentenza di ieri, il Tribunale di Milano ha reso vana l'intera risultanza processuale, del resto favorevole all'imputato, e, per di più, non potendo condannare Silvio Berlusconi sulla base delle risultanze processuali (in quanto ad egli favorevoli), i tre giudici hanno trasmesso gli atti alla procura per valutare la sussistenza di eventuali false testimonianze rese nel corso del processo che, guarda caso, erano favorevoli all’imputato. In pratica è valso il teorema: "se dal processo risulti che sei colpevole, allora sarai condannato; se dal processo non emerge nulla, allora ti condanno lo stesso e mi invento il modo!!!". Tutto questo è scandaloso! Secondo la nostra Costituzione, i giudici sono soggetti soltanto alla legge. Bene! Allora perché, nel caso in questione, il Tribunale non si è assoggettato alla legge emettendo una Sentenza sulla base delle risultanze processuali? E’ solo sulla base di quanto emerge dal processo che un giudice deve giudicare, e non su altro!!! Se così non fosse, a cosa serve il processo penale? A mio modesto parere – nella fattispecie de quo – il Tribunale di Milano ha assunto le vesti di Tribunale speciale simile ai Tribunali giacobini insediatisi durante la seconda parte della Rivoluzione Francese. A tal proposito, già nel giugno del 2011, misi in guardia il lettore di quanto sarebbe potuto accadere se si fosse andati avanti con la perseveranza della più infima cultura giacobina del sospetto, pubblicando il mio saggio storico-giuridico intitolato "Il Fiore e la Lama"; un saggio con il quale, oltre a presentare brevemente i principali fatti riguardanti la Rivoluzione francese, ho affrontato più da vicino i più importanti processi sommari tenutisi nel biennio 1793-94, comparati con lo stato in cui versa da circa vent'anni la magistratura italiana. In questi giorni, tra le altre cose, sto lavorando ad una ri-edizione largamente ampliata, aggiornata e corretta del libro, che Le farò avere tra qualche mese in edizione cartacea. Oltre a quanto sopra premesso, Le indico qui di seguito il link di un mio articolo giuridico pubblicato pochi mesi fa, intitolato: "La Magistratura in Italia: Ordine o Potere?": Certo di aver fatto cosa gradita, colgo altresì l'occasione per porgerLe i miei più Cordiali saluti. Avv. Giuseppe PALMA del Foro di Brindisi

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