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LA LEGGE E' PIU' UGUALE PER BERLUSCONI

Berlusconi è stato tradito dal suo buon cuore. La telefonata a difesa di una ladruncola che si era fatta passare per parente dell'allora presidente egiziano Mubarak gli è costata cara. D'altra parte lui è fatto così, è incline alla commozione, è generoso per natura. La ragion di Stato però di tanto in tanto prevale e ce l'ha vinta sull’uomo buono e generoso. Così è stato quando ha dovuto voltar le spalle a Gheddafi, con cui peraltro aveva stipulato un trattato di amicizia, per darlo in pasto a chi, adducendo motivazioni umanitarie (la difesa dei rivoltosi in Libia), era mosso in realtà da puri interessi economici. Ai Francesi interessavano molto il gas e il petrolio libici. Luci e ombre. Paradossalmente considero tra le luci il primo atteggiamento, ancorché riprovevole, perché mette in luce un lato buono del carattere e considero tra le ombre il secondo, una pugnalata alla schiena, per quanto il soggetto Gheddafi fosse tutt'altro che un sant'uomo e di scheletri nell'armadio ne avesse più d'uno. Lì Berlusconi ha sbagliato due volte, anzi tre: sul piano umano (amicizia ostentata e poi tradita), sul piano della credibilità internazionale (un trattato scritto di amicizia trasformato in carta straccia) e sul piano dell'interesse economico (nella guerra libica noi avevamo tutto da perderci e altri, come i Francesi, tutto da guadagnarci). Sarebbe bastato fare come la Germania, cioè non fare niente e mantenersi neutrali. Ce n'erano tutti i motivi. Fatta questa premessa per "pesare" l'uomo Berlusconi, un po' bello e un po' brutto (altri lo potrebbero vedere allo stesso modo per motivazioni diametralmente opposte alle mie negli esempi citati), vengo al dunque. Che senso ha spendere i soldi del contribuente per allestire processi come quello che ha appena portato alla condanna esemplare di Berlusconi per il caso Ruby? Come si fa a non avere il dubbio che la giustizia venga usata come un'arma impropria? A mio avviso il processo non andava celebrato, perché mancavano totalmente le motivazioni. Nonostante le 150.000 intercettazioni telefoniche effettuate, gli elementi emersi dimostravano tutto il contrario di quello che avrebbero voluto gli inquirenti; ma poi chi le paga queste intercettazioni, chi paga gli operatori che devono impiegare il loro tempo in questo modo? La parte lesa dove sta? Pare che non ci sia. Potrebbe pure essere che la parte lesa abbia tutto l'interesse a non considerarsi tale, il dubbio è legittimo. Ma le prove dove sono? Non c'è uno straccio di prova. Possibile che tra le migliaia di intercettazioni telefoniche vergognosamente messe a carico di quell'infelice disgraziato tapino di contribuente non ne sia emersa nemmanco mezza che potesse provare alcunché? Io non voglio difendere Berlusconi. Per conto mio può essere un perfetto delinquente. Tuttavia quest'uso della giustizia, dove non si cerca il reato per poi individuare il colpevole, ma si individua a priori un colpevole per poi cercare di inventare il reato, non mi convince nemmeno un po'. Possibile che sia Berlusconi il più pericoloso criminale presente nel nostro Paese? Intanto non ci sono i mezzi per perseguire i crimini perpetrati a danno della gente comune, che si sente abbandonata a sé stessa, i controlli sono pressoché inesistenti, nonostante la buona volontà delle Forze dell'Ordine che godono di tutta la nostra stima (sono tra le poche categorie veramente stimate) e che sono messi in condizione di non nuocere per le fallimentari leggi che ci siamo confezionati a nostro danno. Non sono stimati invece i magistrati. Ma come potrebbero esserlo con gli esempi che ci vengono quotidianamente forniti? Di che credibilità possono godere? Perché si trovano i soldi per mettere in piedi delle vere e proprie macchine da guerra per eliminare attraverso vie improprie un soggetto che si considera scomodo, sperperando risorse pubbliche sempre più carenti e così poco efficacemente impiegate? Chi è disposto a credere che se Berlusconi fosse un comune cittadino, un perfetto sconosciuto, si sarebbe allestito un armamentario investigativo così ipertrofico e costoso? La rabbia di non aver trovato uno straccio di prova deve essere stata una buona motivazione per la condanna. D'altra parte, in assenza di un risultato di condanna, come giustificare la spesa? A onor del vero, a me che Berlusconi venga condannato o meno non interessa né tanto, né poco. Non mi interessa, cioè, per niente. Trovo però vergognoso che le risorse pubbliche vengano così male amministrate e che la legge, che dovrebbe essere uguale per tutti, per alcuni sia più uguale. Per Berlusconi pare proprio sia così, è del tutto evidente, così come è del tutto evidente che la giustizia finisce spesso sotto la suola delle scarpe. Con i più cordiali saluti.

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