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imprenditori o gazzelle?

Ogni mattina, in Italia, un imprenditore si sveglia e sa che dovrà correre più veloce del legislatore per sopravvivere… E se per caso, quella mattina, avevate intenzione di chiudere quella pratica a cui tanto tenete, sulla quale avete lavorato mesi, passando di ufficio in ufficio, pagando bollettini, bolli, professionisti, tecnici, diritti di segreteria, di istruttoria, oneri e balzelli; bussando a porte di uffici che pensavate potessero esistere solo nelle sceneggiature della serie Fantozzi; cercando di avere informazioni e spiegazioni su moduli che neanche Robert Langdon sarebbe in grado di decifrare, figurarsi un impiegato degli uffici di cui sopra (con tutto il rispetto per gli impiegati che invece fanno bene il loro lavoro, ma che raramente uno trova allo sportello) ; districandovi in un groviglio di norme che, per bene che vi possa andare, semplicemente si contraddicono tra di loro (..sebbene ognuno di voi sappia con certezza che il peggio che possa accadervi è un continuo rimando a Regi Decreti)…beh, se proprio quella mattina il legislatore si è messo a correre più veloce di voi… potete essere certi che dovrete iniziare tutto da capo. Si perché ci saranno le linee guida del PUL che avranno modificato il PPR in base al quale avevate ottenuto il permesso di iniziare la vs attività in una zona che improvvisamente diventa a tutela totale; durante la notte il PUC, in realtà non ancora approvato, avrà collocato il vs capannone in una zona nella quale non è prevista alcuna nuova attività; i diritti di segreteria pagati all’Ente X, vanno stamattina pagati all’Ente Y; i modelli da A12 a C24 della DUAAP sono stati modificati; la DUAAP stessa, da stamattina, va presentata solo per via telematica, con firma digitale (cioè, se avete un commercialista che vi vuole bene, questa che è la prima ve la fa fare dal suo PC con la sua PW, altrimenti dovrete pagarlo); la mail che avete utilizzato fino a ieri sera, da oggi dovrete sostituirla con la PEC (salvo poi avere difficoltà a inviare mail, indovinate a chi?, alle amministrazioni comunali che ancora in buona parte non si sono ancora adeguate) Ma anche se la vs attività fosse già avviata, non dovreste alzarvi troppo rilassati e comunque correre, correre più veloce di circolari esplicative, norme, direttive: potrebbe altrimenti accadervi che il vs asilo, aperto meno di tre anni fa - il primo in base alle nuove norme regionali e con duaap nella vs città (e solo voi potete sapere cosa ciò significhi dal punto vi sta delle scartoffie che avete dovuto produrre – per tacere dell’investimento totale ) – venga catalogato a rischio incendio medio alto e non più medio basso. Ciò significa che il corso antincendio che vi metteva in regola con le norme sulla sicurezza non vada più bene: dovrete farne un altro (ovviamente a pagamento). Ma questo è nulla rispetto all’adeguamento della struttura alle nuove norme: vi tocca posizionare un serbatoio d’acqua (non sapete dove metterlo) e realizzare l’impianto di distribuzione dell’acqua (non volete sapere quanto vi costa). Inoltre la vostra attività stagionale, che prevede l’ospitalità estiva a ragazzi disabili, è ostaggio degli orari e delle tariffe delle compagnie aeree: la vostra regione è un’isola che NON C’E’…pochi collegamenti e ad orari assurdi che, fra l’altro, non prevedono l’assistenza in volo ai disabili non accompagnati di età superiore ai 14 anni (l’assistenza è prevista per i disabili fino ai 14 anni…ma semplicemente perché rientrano nella categoria “bambini”) O ancora, la notte potrebbe cancellare, grazie al continuo lavorio dell’instancabile mente del legislatore, la vs attività sul demanio marittimo (con regolare autorizzazione), perché il comune, in autotutela, causa intervento interpretativo del tribunale di una norma urbanistica - francamente di difficile applicazione alle strutture amovibili delle attività stagionali in demanio - non è più sicuro che quella autorizzazione (concessa 15 anni fa) potesse rilasciarla: d'altronde su quell’area non potete neanche più mettere un gazebo senza AUTORIZZAZIONE EDILIZIA (!!??). Nel frattempo l’aumento probabile dell’IVA sui servizi socio assistenziali dal 4% al 10% non vi preoccupa: siete occupati ad adeguarvi alla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 12/e del 3 maggio 2013, che specifica che le prestazioni socio assistenziali, se rese da cooperative sociali DIRETTAMENTE, nei confronti del fruitore finale, devono essere considerate operazioni esenti ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/72, DAL 1MO GENNAIO 2013. Significa che dovete annullare le fatture emesse da gennaio a maggio, riemetterle senza iva e restituire i soldi al fruitore finale. Ma anche se quella mattina foste stati più veloci del legislatore alcune certezze già le avete: il vostro DVR dovrà essere pronto per fine mese, intanto i corsi RSPP e RLSS già frequentati sono da aggiornare; così come i corsi relativi all’HACCP per i casi da “alta” e “bassa” manipolazione; alla registrazione di un contratto che regola un’attività sulla quale pagherete tasse e IVA, dovrete sborsare una cifra gentilmente calcolata dall’Agenzia delle Entrate (oltre, ovviamente, a doverci mettere le immancabili marche da bollo); continuerete a pagare gli anticipi INAIL in F24 mentre l’INPS dopo mesi di assordante silenzio sui BONUS ASSUNZIONI che vi deve per la stabilizzazione dei dipendenti (parliamo di importi che vi permetterebbero, per esempio, di adeguare l’asilo alle nuove norme antincendio), si inventa una compensazione con i contributi da pagare per tre mesi (e poi?); continuerete ad arrabattarvi per cercare di tenere il DURC positivo mentre l’ufficio INPS (tra l’altro, per ragioni che neanche il Mago Otelma in conferenza di servizi con il Polpo Paul riuscirebbe a indovinare, la vs impresa è stata presa in carico da un ufficio INPS a 105 km dalla città nella quale ha la sede legale e le proprie attività) lo rilascia negativo in base ad un verbale che non vi è stato notificato. Passerete la mattina all’ufficio suddetto scoprendo che sono in ferie sia l’impiegato che ha emesso il DURC, sia l’ispettore che ha redatto il verbale (che, al telefono, giura di averlo notificato MA di essere in attesa dell’avviso di ricevimento firmato…già…magari aspettare di avere certezza della notifica prima di emettere DURC negativo?!). Nonostante la solerzia di un impiegato e la vostra volontà di regolarizzare la posizione (se dovesse risultare fondata la richiesta dell’Ente) non si può fare molto perché la procedura è bloccata…intanto l’amministrazione che il DURC l’aveva richiesto per l’affidamento di un servizio, ha affidato quel servizio a qualcun altro (per inciso il DURC risulta negativo SUBITO anche se, in caso di mancato pagamento dei tributi mensili, c’è praticamente un anno di tempo per “ravvedersi”). L’elenco delle nefandezze potrebbe continuare con una infinita lista di oboli da pagare, ritardi da subire, adempimenti da ottemperare, pagamenti effettuati dalle amministrazioni con ritardi che potete misurare in ere, disservizi da bypassare, ingiustizie da digerire, che tutti insieme ingessano la vostra attività, deprimono le vostre iniziative imprenditoriali, prosciugano le casse della vostra impresa come perdite d’acqua dalle tubature del “sistema azienda”. E allora una mattina vi sveglierete di buon mattino (..o forse è da un po’ che non dormite) e non avrete più niente per cui correre…. Qualcuno degli innumerevoli personaggi che ci “governano” e ci “rappresentano” in Parlamento sa cosa significa correre per sopravvivere? Ha la minima idea di cosa fare, per far si che “fare impresa” in Italia non sia una corsa ad ostacoli …. durante la quale non sai mai cosa c’è oltre l’ostacolo, gazzella o leone?

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