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lettera del senatore Scilipoti

Roma, 25 giugno 2013 Egregio direttore, Il solo sospetto che un onorevole possa aver reso false dichiarazioni in una aula di giustizia, sotto giuramento, in combutta con altri, getta grave discredito sul Parlamento italiano. Sono certo che la presidente Boldrini e il presidente Grasso, a nome di tutti i parlamentari, prenderanno immediate iniziative per tutelare la onorabilità della istituzione su cui si fonda la nostra Repubblica parlamentare. Per quanto mi riguarda, intendo rivendicare, anche con questa lettera, il diritto di "isegoria" e di "parresìa", che mi è riconosciuto dalla volontà dei cittadini che mi hanno eletto. Promuoverò azioni di coinvolgimento di deputati e senatori che non intendono subire intimazioni da chicchessia a tutela dell'onorabilità di tutti i parlamentari. Purtroppo, la sentenza che condanna in primo grado il presidente Berlusconi per reati che i testimoni e la presunta vittima hanno negato, ha scritto una pagina nera della storia della nostra Repubblica, che solo una sentenza di piena assoluzione in appello potrà cancellare. Non siamo riusciti in questi anni, soggiogati, intimoriti e spaventati, a sottrarci dall'aggressione quotidiana, sistematica, estenuante, di una piccola parte della magistratura militante annidata nei tribunali e nelle procure del nostro paese, impegnata a perseguire un progetto politico eversivo che ha anteposto e antepone la salvaguardia dei privilegi della loro "casta", impedendo ai parlamentari di ben sei legislature di riformare la giustizia italiana (dalla responsabilità civile dei magistrati e separazione delle carriere, all'abuso della custodia cautelare e alla magistratura fuori ruolo). Senatore dottore Domenico Scilipoti

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