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Al direttore

Al Sig. Direttore So che la Costituzione mi garantisce la pubblicazione di questo scritto ( art. 21- 1°C ). Premetto , a scanso di equivoci, che non sono Berlusconiana: nelle prime primarie del centro sini stra ho votato per Bertinotti, e di recente alle ultime del PD, per Renzi, e per Renzi votero' quando si candidera' alle prossime per la carica di segretario del PD. Ma la sentenza di Milano mi indigna per due ordini di motivi 1. Per la gravita' della pena (ricordo che gli assassini della studentessa Marta Russo che passeggiava nei giardini dell'universita' ebbero pene piu' basse (4-5 nni) ed oggi sono a spasso a fare quello che gli pare. 2. L'unica prova certa a mio parere e' a parte il palese pregiudizio nei confronti di Berlusconi, il pregiudizio verso gli 30 testimoni che non hanno confermato la teoria dei PM di Milano. Ho seguito se pure con un certo fastidio le fasi di questo affaire ed ho fatto il raffronto con il caso per certi versi simile, del presidente francese della BCM , che e' stato tagliato fuori dalle elezioni dei presidente della Repubblica a favore dell'insipido , con rispetto parlando, di Hollande, per un fatto accaduto a New York, e per il quale in seguito e' stato scagionato. Ma ha avuto anche un processo a Lione per fatti simili a quelli accaduti a Berlusconi. E per avendo ammesso alla giudice frastornata, con una disquisizone filosofica da manuale, di essere un libertino, non mi risulta che abbia avuto condanne di questo rilievo. In Francia e negli altri paesi civili, i fatti privati sono fatti privati, a meno che non accadano nello studio ovale della Casa Bianca ( e i Kennedy per es. ?) Ma torniamo a noi: e' una donna che scrive, ci siamo dimenticati il detto latino"Malitia supplet aetatem" in ogni caso sono donna e a i miei tempi sono stata femminista ( a parole) e oggi credo di essere post femminista , ma vi assicuro che se la Bocassini mi avesse dato della prostituta nell'aula del processo di Milano, le avrei sicuramente rimbalzato la palla con vivacità e con una certa afficacia, ( probabilmente con arresto immediato, ma l'avrei controdenuciata per diffamazione ) ed i morti si sarebbero contati alla fine. Ho un amica a Milano che piu' volte se l'è giocata la Bocassini ( è avvocato naturalmente), ma non si trattava di Berlusconi. Ma torniamo a noi: di una cosa mi pare di essere quasi sicura:che se il processo a Berlusconi si fosse tenuto per esempio a Nuoro, anziché di fronte alle tre grazie Milanesi ( due delle quali manifestavano sfacciatamente la loro soddisfazione ) il risultato sarebbe stato diverso ( mi riferisco all' enormità della pena ). Lo dico a ragion veduta: conosco il modo di fare rispettoson dei PM di Nuoro e del loro Procuratore capo in particolare , ma anche dei GIP dei GUP e dei giudici in generale ( attraverso i resoconti della stampa ) e mi sono fatta l'idea di magistrati che svolgono correttamente il ruolo che è stato loro conferito dalla Costituzione: " Il compito di applicare le leggi ". Invece alcune procure, come scrive Sergio Romano nel Corriere di ieri, credono che il loro compito sia anche, sopratutto "quello di vigilare permanentemente sulla pubblica moralità e sul buon funzionamento della democrazia" e ancora.... "alcuni di essi (non solo PM , questa è una mia aggiunta) sono sempre convinti della necessità della loro missione e continuano a passare con naturalezza dall' aula del Tribunale ( veramente S.R. Lo scrive minuscolo) a quella del Parlamento, e le riforme dell' ordine giudiziario e della separazione delle carriere è la grande incompiuta del ventennio Berlusconiano : peggio per lui. Con la preghiera di una cortese pubblicazione. Simonetta Murru

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