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Berlusconi, peccato e peccatori...dal Salotto di Bartolo Fontana

La miseria umana è “ricca” di sé. Un tempo, molto tempo fa, in una specie di questionario si leggeva questa domanda: Sei di fronte a una grande tastiera piena di pulsanti. Se premerai uno di quei tasti, morirà un mandarino cinese per “cause naturali”. Solo tu saprai, invece, di esserne stato la causa. In quel preciso istante, sul tuo conto corrente sarà accreditato un milione di euro. Tutto finirà lì e, soprattutto, nessuno scoprirà il colpevole. Pigeresti o no quel pulsante? Non interessa conoscere la risposta, è importante capire dove voglia condurci il ragionamento. Berlusconi, colpevole o innocente? Il denaro crea spesso deliri di onnipotenza e potremmo non meravigliarci di nulla. In questo delirio molti si vendono, si fanno comprare o, addirittura, metterebbero tra le braccia del Cavaliere la moglie ( dichiarazione del sen. Razzi della settimana scorsa). Non interessa a nessuno che Berlusconi vada a puttane o meno. Ma poi, quali sarebbero queste puttane? Quelle sul marciapiede o quelle al suo fianco? E soprattutto, sono gli uomini o le donne? Berlusconi non è il problema. Esisterebbe il peccato se non ci fosse il peccatore? "Coloro che combattono, non per Dio in se stessi, ma contro il diavolo negli altri, non riescono mai a migliorare il mondo, ma lo lasciano com'era, o qualche volta peggiore di com'era prima che cominciasse la crociata". (Aldous Huxley, I diavoli di Loudun, 1952)

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