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Gli Italiani dimenticati

C'è una grande regione italiana di oltre 4milioni di abitanti i cui valori sono ignorati da molte amministrazioni locali, Milano e Roma fra queste Si tratta degli iscritti all'AIRE, l'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero, in altre parole: i nostri Emigranti Il d.l. 201/2011 sull'IMU ha lasciato pilatescamente ai vari comuni la facoltà di assimilare ad "abitazione principale" (imu ridotta) la casa che l'emigrante ha lasciato in patria; se ciò non avviene passa come "altri fabbricati" e paga l'aliquota massima. E così le amministrazioni comunali, nella scelta fra il premiare l'impegno dei connazionali all'estero (come Ancona, Bari, Bologna, Catania, Genova, L'Aquila, Perugia, Pescara, Torino, Trieste e altri) e il "fare cassa", spesso optano nel lasciare le cose come stanno, vale a dire: nessuna agevolazione per detto immobile, sebbene lasciato sfitto. I comuni di Roma e Milano hanno scelto questa strada che permette loro di introitare l'imu massima. La riconoscenza resta quindi fuori dalla porta, ma l'aspetto più increscioso è che a questi nostri connazionali vengono pure addebitate tasse comunali come la tarsu sebbene, risiedendo all'estero, non producano rifiuti. Fare cassa sulla pelle dei nostri emigranti lascia alquanto perplessi. Talvolta la cronaca si occupa, e giustamente esalta, qualche nostro connazionale quando emerge per una scoperta scientifica, un' opera artistica o la conquista di un premio che lo porta sul podio mondiale; si dimentica però del valore di quei 4milioni di italiani che, col loro quotidiano lavoro, tengono alto l'onore dell'Italia all'estero. Capita spesso di sentire dire "qui non c'è futuro, prendo la valigia e vado all'estero". Ebbene, negli ultimi anni quella valigia l'hanno riempita di speranze in centinaia di migliaia. Si pensi che solo nel 2007 erano 3.568.000 i nostri connazionali iscritti all'AIRE, all'inizio del 2012 erano già 4.209.000 e tra poche settimane ci diranno che solo saliti a 4.350.000, vale a dire altri 140mila italiani partiti, rimasti all'estero a lavorare e di cui ne vedremo rientrare pochi. Qualcuno sminuisce il problema: "I nostri giovani sono ormai cittadini del mondo". Certo, grazie alla loro apertura mentale, ma sono e restano emigranti che per l'Italia hanno un amore da vendere. Se entrate nelle loro abitazioni, siano esse a Zurigo, Dusseldorf, Bruxelles, Londra, Lussemburgo o Parigi vedrete esposta una bandiera tricolore; solo per questo amore di Patria dovremmo dire loro GRAZIE Ecco, alcuni amministratori pubblici questo lo ignoravano, ora non possono più.

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