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NESSUN NESSO TRA CRISI ED EVASIONE !!!

Egr. sig. Direttore, io non demordo, anzi insisto nell'affermare che non esiste nesso tra le condizioni attuali dell'Italia e l'evasione fiscale. Il problema dell'Italia è causato dagli oltre 160 mila politici eletti e dall'oltre 1,6 milioni di politici praticanti, cioè la crema della incompetenza e della ingordigia e dell'inerzia che inoltre agevolano le azioni degli avvoltoi e sciacalli nostrani ed esteri. Di più, perché quello che ci costano va sommato ai danni di proporzioni apocalittiche accumulati da loro negli anni.. Allora, 800 MILIARDI l'anno un mare di denaro frutto del lavoro, sudore e sangue degli italiani è il costo di questa macchina e in più il fisco si accanisce su noi poveri disgraziati. Senato, Camera, Regioni, Provincie, Comuni, ecc ecc, non c'è santo che tenga non rinunciano ai privilegi e agli inutili sprechi, loro ci sguazzano. E poi arriva la loro maestria, cioè, per non affrontare il problema vero che fanno? In questa operazione sono bravissimi, supportati da tutto l'apparato di comunicazione e disinformazione, ribaltano il problema, mettono l'accento sulla questione “evasione” e banalizzano appunto il problema reale della “spesa”. La manipolazioni dei nostri cervelli è fatta con tanta intensità e “professionalità” (in questo sono veri professionisti) che la stragrande maggioranza dei cittadini finisce col crederci ed inveisce contro gli evasori e chiede le loro teste. Veniamo ora alle entrate di questo nostro fisco assetato di sangue e ad Equitalia, mostro che incassa più imposte e tasse della Germania, questa però eroga servizi ineccepibili a 82 milioni di cittadini, questa è la verità e pur detestando la arroganza dei tedeschi nei nostri confronti, devo dire che in fondo hanno ragione a tirarci le orecchie. Gli italiani vengono letteralmente scorticati non ricevono nulla in cambio e debbono anche sentirsi in colpa perché “il nostro pianto fa male al re”. Stando così le cose, io ribadisco il mio pensiero perché come sosteneva Aldous Haxley, “output is output”, cioè “la produzione è ricchezza comunque si realizzi” per un paese, deve però rimane nell'economia, ma se finisce nell'inceneritore del fisco italiano che brucia senza rendere nulla, il paese si impoverisce sempre più. Bisogna salvare quella ricchezza che i lavoratori italiani con le unghie e con i denti cercano di sottrarre al mostro fisco. Se questo denaro finisse nelle mani del Befera del momento l'Italia non avrebbe più davvero speranze. Per fare il lavoro di questi signori non servono elevate qualità come “sensibilità”, “umanità”, “intelligenza” anzi sarebbero punto di demerito nel senso che un uomo con quelle pericolose “inclinazioni” non si presterebbe mai a certe azioni e di conseguenza vengono selezionati con la massima cura. Siamo tutti d'accordo che tutti quanti debbano pagare le tasse, (come lo scrivente ha ahimè sempre fatto), ma questo è un altro problema e lor signori la debbono smettere di confondere le carte. Gli italiani ne hanno piene le palle e vuote le tasche!

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