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menefreghisti della solidarieta'

Carissimo direttore, Ieri durante la messa al S.Carlo in Corso Vittorio Emanuele, dal pulpito una ragazza appartenente ad una associazione benefica ha illustrato alcuni casi di famiglie fortemente disagiate economicamente alcune delle quali pur abitando in case popolari ALER non sono in grado di pagare le spese condominiali o altre alle quali hanno tagliato i fili della luce perche' non riescono a pagare la bolletta dell'energia. Mentre ascoltavo mi sono venuti in mente quei signori che percependo stipendi di oltre 90.000 annui e avendo fatto ricorso non pagheranno il contributo di solidarieta' del 5% chiesto dal governo precedente sulla parte eccedente la somma sopracitata. E addirittura a lorsignori dovra' essere restituito cio' che hanno pagato. Il prof. Cassese giudice della Corte costituzionale, nella trasmissione 8 e mezzo del giorno 27 novembre 2011 ha detto polemicamente che le leggi si applicano per i nemici e si interpretano per gli amici. La solidarieta' e' da molto tempo un sostantivo che non viene preso piu' in considerazione perche' il dio denaro viene prima di tutto. Il divario tra ricchi poveri e' aumentato in maniera insopportabile. Molto spesso chi ha poco deve fare da bancomat per le persone oltremodo ricche che godono nell'accumulare sempre nuove ricchezze fregandosene dei bisogni altrui. Mi vergogno per loro. Cordiali saluti

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