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I guardoni satellitari

Caro Direttore,è quasi esilarante, se non fosse che gli stati uniti che spendono miliardi per la ricerca spaziale che fino ad oggi non ha prodotto i risultati che agognavano, cioè di trovare ricchezze minerarie da trafugare, con la scusa di andare "a portare democrazia", secondo il loro slogan, riducendo tutto alla programmazione di gite spaziali per danarosi.Dopo il "Watergate", adesso si sono dedicati al "Watermirror" senza demordere dall'affannosa sete di supremazia nel dominio mondiale e imposizione di costumi e consumi dei propri prodotti: "gli armamenti e le grosse piramidi di bombe giacenti nei magazzini" da smaltire ai tanti illusi dittatori distruttori di popolo, apponendoci l'etichetta: "portiamo la democrazia". E pensare che dopo tanto chiasso in casa loro, non sono riusciti a sapere nemmeno quale fosse la provenienza dell'attuale loro presidente, in un paese in cui hanno autodistrutto le proprie radicii e costumi, incrementandole con le mille usanze e culture degli emigranti che già si scontrano nella disomogeneità priva di una cultura di unificazione nazionale. E in italia si prodigano in chiacchiere e salamelecchi, illusi di essere accettati fra le grandi potenze con una stretta di mano di falsa cordialità. E pochi sanno che tra i primi padri delle telecomunicazioni c'è stato un certo Guglielmo Marconi il cui monumento d'acciaio zig-zagato a forma di onda radio giace abbandonato su una terrazza di Sydney...

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