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"Indignatio facit versus" (Giovenale)

Esercito la professione forense con impegno e con immutata passione la professione forense da oltre cinquant’anni. I miei Maestri: Redenti, Carnacini, Bonsignori, signori della parola, mi hanno insegnato ad amare la lingua di Dante. Ecco perché ho subito un violento trauma psicologico allorché a pag. 10 del numero odierno dal quotidiano da Lei diretto, di cui fino ad oggi sono stato un affezionato lettore, sono rimasto profondamente turbato da un titolo scritto in perfetto romanesco: “Gli avvocati se la legano al dito: Col ministro non ci (sic!) parliamo”. Mutuando la formula cara ai P.M. ambrosiani, non posso non legarmi al dito tale intollerabile violenza alla lingua più armoniosa del mondo. Soltanto il Vescovo di Roma, ardente di carità, potrà perdonarvi. Io non mi sento in grado di farlo. Cordiali saluti. Roberto Campisi

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