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IMU, IVA e raccomandazioni europee

Trovo errate le motivazioni di chi intende mantenere l’ IMU sulla prima casa, o sulle imprese, o intende aumentare l’ IVA, basandosi sulla raccomandazione dell’ UE ( tra le altre indicateci all’ uscita dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo). Difatti la UE non ha affatto raccomandato di aumentare il carico delle imposte sulla proprietà immobiliare e sui consumi, ma ha raccomandato di spostare l’ imposizione fiscale dal Lavoro alla proprietà della casa e ai consumi, esattamente come avviene in altri paesi europei, tipo la Gran Bretagna. Quindi chi si basa su detta raccomandazione europea per aumentare le imposte su proprietà e consumi ( ricordiamo che l’ IMU , istituita solo nel 2012 non è stata accompagnata da alcuna diminuzione del cuneo fiscale sul Lavoro), in realtà non sta seguendo alcuna indicazione, ma semplicemente tentando di aumentare le tasse totali, con il risultato , vista la mancanza di avanzo di bilancio, di semplice copertura di ulteriori spese. Evidentemente la diminuzione del cuneo fiscale di soli 8 Miliardi annui, come si avrebbe spostando la tassazione dall’ IMU prima casa e IVA al 22%, non sarebbe molto sensibile sul costo del lavoro o sulle disponibilità liquide dei lavoratori/pensionati ( stiamo parlando di un cuneo fiscale dell’ ordine di 200 Miliardi), ma almeno sarebbe in linea con le raccomandazioni europee. Luigi Lavorgna, Roma

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