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Le guerre,talvolta,servono...

Una foto scattata nella piazza di Favale di Malvaro,retroterra di Chiavari,nel luglio 1922,è emblematica. Immortala l'inaugurazione del monumento all'emigrante (gran parte della popolazione da quella vallata,un secolo e rotti fa,infatti,emigrò,chi in Sudamerica e chi negli Stati Uniti). Un centinaio di persone,per meglio dire di uomini (perchè di donne ne ho contate sette...) se ne stanno lì sotto la canicola,"addobbati" nei loro abiti scuri,calzoni,camicia,cravatta e giacca (manca il soprabito,forse erano poco abbienti e non potevano permetterselo...),ad ascoltare il discorso di quel che senz'altro sarà stato il politico di turno,forse il Podestà o il Federale,chissà...Molte le bandiere e i labari presenti,come si conviene ad una manifestazione del genere. Gli astanti hanno tutti il cappello o la paglietta sul capo; solo uno,che manifesta calvizie avanzata,se ne sta assorto con la paglietta tra le mani sul suo didietro. Sì,è proprio vero che l'ultima guerra mondiale qualcosa di buono ha fatto. Oltre a distruggere una delle ideologie (altre,come il comunismo,avrebbero prosperato - si fa per dire - ancora qualche decennio) più devastanti di sempre,il nazifascismo,ha dato una bella accelerata alla libertà di vestirsi,e la possibilità di difendersi dalla calura estiva con abiti leggeri...

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