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non facciamoci truffare di nuovo.

Il finanziamento ai partiti deve restare ma essere piu' controllato e rigido. Togliere il finanziamento significa dare la possibilità ai lobbisti di farsi fare le leggi su misura in cambio di corruzione. Senza il finanziamento si ritornerebbe ai tempi dell'Enimont, di Craxi, di Mani pulite dove chi paga la politica non corre il pericolo di controlli fiscali. Una soluzione c'è: 1 euro al mese per ogni avente diritto al voto ( 46.000.000) trattenuto su stipendi, pensione e dichiarazione redditi. Da 50 a 200 euro all'anno per ogni societa' di capitale a seconda del capitale sociale ( sono 1.300.000) Quindi 46.000.000 x 12 = 552.000.000 oltre una media di 1oo euro a società 1300.000 x 100 = 130 000.000 per un totale di 682.000.000 che dovrebbero servire a pagare deputati e senatori, presidente della repubblica, camera e senato in proporzione tra maggioranza e opposizione, spese correnti dei partiti controllate dalla corte dei conti in base a rigidi paletti e severi controlli preventivi della GdF . All'inizio di ogni anno il finanziamento riprende dopo che saranno restituiti al Tesoro i soldi non spesi.

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