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El portava i scarp del tennis

Caro Direttore: Quando ascolto questa canzone di Enzo Jannacci mi prende sempre un po' di tristezza, sia per la sua morte sia per quel mondo di persone "invisibili" che ci rifiutiamo di vedere ma che esistono. Combattono soffrendo tutti i santi giorni ai margini della società, spesso si nascondono e cercano un angolo per dormire. Come dice Papa Francesco, esistono gli "scarti" che però scarti non sono ed esiste anche una globalizzazione dell'indifferenza. Sono uomini e donne coi loro sentimenti, ricordi, ansie, paure, coi loro desideri. Già, che desiderio può avere un barbone? Miliardi? Lingotti d'oro? Ville e gioielli? Forse, oppure più semplicemente un po' d'amore? Ma tutti passano affaccendati, vanno di corsa, hanno affari importanti da concludere e nemmeno fanno caso a quel cumulo di stracci che li guarda sconsolato dal suo piccolo e sudicio angolo di marciapiede di una grande città, di un grande paese, di un mondo enorme ma sempre più egoista e privo di carità per il prossimo.

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