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Maturità - "Summum ius, summa iniuria"

Come ogni anno, decine di studenti giungono al termine del loro percorso di studi e sostengono il tanto temuto esame di maturità. Un ignobile e dissennata prova, frutto di aborti mentali di svariati ministri che tutto hanno fatto fuorché rendere tale prova obiettiva e seria. Una pagliacciata, e per comprenderlo basta osservare le modalità di calcolo del punteggio finale. Come può un punteggio di 100 punti essere composto da un 24 % da ciò che si è effettivamente fatto in 3 anni, nemmeno 5, e un restante 75% essere affidato ad una serie di 4 prove? E' un esame o un tentativo di vincita alla lotteria? Le possibilità che vadano male le prove di esame sono sempre elevate e il risultato è che spesso il voto che seguirà uno studente sul suo curriculum per tutta la sua vita, perché è così, non sempre, anzi molto spesso, non rispecchia assolutamente la sua media scolastica, in bene o in peggio. Sono decine gli studenti che per fortuna o furbizia riescono a strappare punti alla maturità, così come molti onesti vengono penalizzati per non aver copiato e magari hanno sbagliato. E' l'ennesima riprova di un sistema affatto meritocratico dominato molto di frequente da docenti, demotivati, frustrati e del tutto disinteressati ai propri studenti. D'altronde la metà dei docenti oggi è esterna, perché così si pensa possa essere adottato un sistema di valutazione obiettivo, ma siamo sicuri che l'obiettività sia un bene in questo caso? Quindi il termine "maturità" è solo un nome, come se la chiamassimo "cosa", oppure dovrebbe essere incarnazione di un percorso che ha in sé il risultato di un quinquennio di studi? Come può un perfetto sconosciuto valutare il percorso quinquennale di uno studente se nemmeno lo conosce? Semplice, non lo fa oppure lo fa male. Proseguiamo poi rendendo noto che sì, cinque sono gli anni di superiori, non tre. Così come sono due i quadrimestri, ma che ai fini del calcolo dei crediti viene usata la media del solo secondo quadrimestre degli ultimi tre anni. Altro aborto. A conti fatti i crediti vengono calcolati sulla media dei voti di tresecondi quadrimestri, dodici mesi di scuola. Ma come si fa a non vergognasi? Su un totale di 45 mesi di scuola, solo all'incirca dodici di questi sono utili ai fini del calcolo di quei 24 miseri punti con i quali si accede alla maturità. Paradossalmente se io studiassi solo il programma del quinto anno a memoria e potessi accedere all'esame di maturità, potrei uscire con 75 punti. E' una miseria intellettuale, uno stupro del sistema scolastico che a questo punto non può definirsi se non una cloaca in cui ristagnano vecchi stronzi, a patire da chi siede in Ministero. Come non meravigliarsi se poi il livello di istruzione del nostro paese è indietro, anche su questo fronte, rispetto ai colleghi Europei? Indietro come le palle dei cani, signori miei. Solo chi esce dalla maturità con un voto più alto di 90 può dirsi d'esserselo meritato, ma chi sta sotto ha praticamente avuto fortuna, culo. Il continuo disinteresse verso queste situazioni contribuirà a sommergere di guano la volontà di impegno degli studenti che tanto, se va male il primo quadrimestre "c'è sempre il secondo" e alla maturità "si copia, in qualche modo faremo." Raffaele Piscitelli

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