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in troppi srivono

Egrgio direttore, sarà che come insegnante in pensione (laurea in lettere classiche vecchio ordinamento),mi sono sempre considerata un buon tecnico della scrittura non certo una letterata,noto quotidianmente che tanta gente,giornalisti, opinionisti,mezzi busti televisivi,si dilettano in pubblicazioni che pochi ,a mio avviso,leggono e per l'interesse suscitato e per i temi affrontati. Se poi si affonda il coltello nella piaga, si verificano sul campo difficoltà di sintassi, di uso della "consecutio" e del discorso indiretto ma, soprattutto, un abuso indiscriminato dell'anacoluto(in Manzoni una licenza). Sarà che in Italia si scrive troppo ma si legge poco? Cordialmente

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