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UN DIFETTO DEL PAPA

Egregio Direttore, Un difetto di questo Papa è quello di esagerare troppo nell’esaltazione di simboli con la rappresentazione scenica e fortemente comunicativa di situazioni che non possono non essere condivise. Ma, mi permetto di sottolineare che l’alto magistero papale rischia di enfatizzare a dismisura un problema che è sotto gli occhi di tutti, come quello della povertà, senza dare, però, una soluzione. Non vorrei essere frainteso sulle reali mie posizioni relativamente al problema. Mi piace raccontare un episodio che ho vissuto con emozione in prima persona. Durante le vacanze pasquali mi trovavo a Lisbona ed ho assistito ad una manifestazione di protesta dignitosa e toccante da parte di manifestanti che, con composta ed ordinata presenza, manifestavano per la mancanza di lavoro, nelle vie del centro di Lisbona. La fila era interminabile, composta da uomini e donne, alcuni in silenzio, altri che gridavano slogan, ma con un denominatore comune di sofferenza e miseria. Ho guardato i volti di queste persone, tutti dignitosi come solo la povertà può esprimere. Mi sono talmente immedesimato nella loro tragedia esistenziale, così evidentemente descritta e dipinta sui loro volti da una aura di sofferenza e di aiuto che circondava in una unica entità la lunga teoria di manifestanti, da sentire una morsa che strizzava il mio cuore ed i miei sentimenti. Solo col pianto ho liberato la mia emozione colta di sorpresa da un evento che casualmente aveva incrociato il mio cammino di turista. Il problema è tragicamente attuale e solamente in questi giorni è arrivata sui nostri giornali la notizia della gravità della situazione economica in Portogallo. Ma vorrei tornare al tema iniziale sul presunto difetto del Papa. Vorrei che la massima autorità della Chiesa, al di là della rappresentazione della miseria che crea una forma di aggregazione dei poveri con relativa autocommiserazione, incidesse con costruttivo e mirato impegno a modificare le sorti del genere umano, non solo con obiettivi di natura spirituale ma anche con interventi decisi sui potenti del mondo, al fine di modificare gli orientamenti economici che sono alla base del vecchio capitalismo. Antonio Mirabile

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