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Declassamento del rating a BBB+

La stampa, ed in generale i media, nel riportare il declassamento a BBB ( era BBB+), hanno imputato la causa alle incerte coperture della abolizione IMU prima casa e nel ritardo di aumento dell’ IVA. Tale impostazione sembra confermato dalle reazioni del Ministro della Economia, che addebita a S&P di non aver considerato le azioni già prese in proposito, o in corso di approvazione.Lo stesso quotidiano economico il Sole 24 ore, pur esponendo correttamente le diverse moitivazioni ,addebita la decisone al rischio di budget causato da incertezze su IMU ed iVA. In effetti, nel report di Standard & Poor, tale motivazione , è solo un elemento della situazione generale, ma non il principale, che ha motivato il ribasso del rating. Il report infatti, elenca al primo posto la visione di un generale peggioramento della situazione economica testimoniata da una crescita in 10 anni del solo 0,04%, la cui ragione , secondo S&P, consiste nelle rigidità del mercato del Lavoro e dei Prodotti che hanno disallineato salari e produttività, rendendo l’ aumento del costo del lavoro unitario,il più alto dell’ eurozona.Ha ragione il Ministro dell’ Economia quando dice che gli elementi esaminati sono vecchi, ma dato l’ argomento, tali elementi o sono storici, o sono speculazioni, dato che la prevista ripresa per il 4 trimestre 2013, se verrà sarà solo a quel momento la causa di un nuovo migliore rating. Al secondo posto, S.& P., pone il costo del denaro per i privati, che viene definito ben più alto del livello pre crisi finanziaria. Al terzo posto viene elencato il livello del debito primario, che viene stimato al 129%, e il surplus primario del bilancio, che viene definito troppo basso per permettere una riduzione di tale debito ( il surplus primario del DEF per il 2013 era 2,4%, quando si prevedeva un deficit totale dell’ 1,3% ,cioè, secondo S.& P., inferiore di 2,6% al necessario,nelle ipotesi del DEF che sappiamo ormai superate e che quindi avranno abbassato tale stima di avanzo primario, e nel 2014, sempre secondo il DEF, è 3,8%,cioè inferiore di 1,2%).E’ difficile su questo punto smentire S.& P. E’ a questo punto del report che si introduce il concetto che esiste un rischio sul livello effettivo , causato dalle coperture incerte su IMU ed IVA. E’ comunque di tutta evidenza, anche se non scritto nel report, che tale rischio ( 6 Miliardi di euro, pari all0 0,4 % nel 2013 e 0,5 nel 2014), non affetta se non marginalmente il giudizio sul surplus primario, che , come sopra indicato, è già di molto inferiore al necessario 5%. Continuando nel report, si esprime il parere che la spesa corrente è sproporzionatamente alta rispetto alla spesa per investimenti, e quì S.& P esprime il parere che sono alte le tasse sul lavoro e sul capitale ( questo ultimo punto, cioè tasse su capitale, non viene sottolineato da nessun commentatore) rispetto alle tasse su proprietà e consumi. Poi si aggiunge il parere sul benefico effetto atteso con il pagamento dei debiti arretrati della Pubblica amministrazione, ed infine si esprime il parere, su informazioni di Banca d’Italia, che esiste un elevato livello di sofferenze del sistema bancario, dovuto alla tassazione sulla cancellazione di tali sofferenze e al cattivo funzionamento della giustizia civile, oltre alla considerazione sul fatto che il 16% dei loro asset è costituito da obbligazioni dello Stato. In conclusione, il Ministro dell’ Economia, e molti altri commentatori, farebbero bene a leggersi il Report, invece di usarlo strumentalmente per sostenere tesi che sappaiono più politiche che economiche, pur considerando che è ancora troppo presto per aspettarsi ricadute dai provvedimenti presi dal governo di larghe intese. Luigi Lavorgna, Roma

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