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Sono Giuseppe Bilotta e sono indignato

Sono Giuseppe Bilotta, cittadino e imprenditore milanese, sono indignato, disgustato, amareggiato, ma soprattutto arrabbiato per la totale mancanza di giustizia nei miei confronti, nei confronti della mia azienda e nei confronti della decina di persone che con me lavorano, sono stato abbandonato dalle autorità e ora tutto questo lo voglio denunciare. La mia azienda è una società di trasporti con mezzi di proprietà posta a Milano in via Angelo Brunetti, vicino alla via Varesina, da un po’ di tempo, nomadi, kalè, rom, sinti, che per brevità chiameremo zingari, hanno letteralmente invaso e occupato tutta la via, una ex zona industriale ricca di capannoni abbandonati; qui vivono in pianta stabile una quantità indefinita di uomini, donne, bambini, vecchi e animali; ogni giorno decine e decine di persone percorrono entrambi i marciapiedi ai lati della strada nelle due direzioni, dalle prime ore della mattina fino all’imbrunire, con carretti e carrelli della spesa riempiti in egual misura di immondizia e cibo; uomini, ragazzini e bambini che trasportano a spalla con indifferenza bancali di legno e tubi di metallo di svariati metri di lunghezza; pulmini che ad orari variabili passano a ritirare 10/12 persone per volta dopo aver scaricato i “turnisti”; cortili a cui hanno occupato le guardiole presidiandole 24 ore su 24 e dove aprono il cancello solo dopo il riconoscimento; altri cortili dove sono ammassati quintali di immondizia in collinette di 2/3 metri di altezza; parabole satellitari fissate all’esterno degli uffici abbandonati; capre legate ai pali in attesa di essere sacrificate e macellate per i festeggiamenti. In questo contesto dal 07 giugno al 10 luglio di quest’anno (poco più di 1 mese !!!) ho subito 04 furti per un totale di 3.368 litri di gasolio, 100 litri di olio motore, 20 litri di olio dei freni, 50 pneumatici e altro materiale (ho le denunce) per un totale (in difetto) di euro 12.000,00; nel contempo ho investito, tra aggiunta di nuove telecamere, nuovi sensori, implementazione del contratto con la vigilanza, ripristino teloni dei camion tagliati, ripristino muro sfondato, posizionamento di barriere nel tetto del magazzino, euro 10.000,00; a tutto questo devo aggiungere il risarcimento ai clienti, in quanto per trasportare il carburante rubato, i ladri hanno utilizzato fusti e taniche di prodotti in consegna svuotandoli nei tombini adiacenti alla ribalta. Sono rimasto interdetto quando il giorno 8 giugno in fase di denuncia, ho saputo che quella notte era stata fermata in zona una macchina guidata da zingari, e all’interno trovati 400 litri di gasolio, il carburante e la macchina sono stati sequestrati ma i personaggi denunciati a “piede libero” per ricettazione, questo termine “medioevale” deriva dal fatto che nel passato i piedi dei criminali venivano chiusi da dei ceppi, mentre nell’era moderna e tollerante agli stessi viene detto di tenersi a disposizione. Quella che invece mi ha profondamente disgustato è che il gasolio sequestrato quella notte non potrò ottenerlo fino al dissequestro da parte del procuratore. Sono convinto che se ad un ladro colto in flagrante come massima pena si applichi il sequestro della refurtiva, lo si invita a ricommettere il reato. La conseguenza di tutto ciò è semplice, se posticiperò il pagamento della 14° mensilità, i dipendenti capiranno (INPS, INAIL assolutamente NO, provate a non presentare gli F24); se dovessi decidere di “prendermi” la mia quota di giustizia – o regolamento dei conti – restando la notte nel buio del magazzino, i dipendenti capirebbero (l’autorità giudiziaria non credo); se con il prossimo furto deciderò di chiudere i battenti, i dipendenti avranno capito, tutti Voi, senza questa lettera, assolutamente NO.

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