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Ineleggibilità dei senatori

Non riesco a capire perchè si insista a definire la ineleggibilità dei senatori, per conflitto di interessi, in base all’ articolo 10 della legge 361/57, dato che questa si riferisce alla sola Camera dei deputati (tanto è vero che è denominato testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati - pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 3 giugno 1957, n. 139). Tale legge è stata modificata dalla legge 270/2005, che si riferisce sia alla Camera dei Deputati che al Senato, ma tale ultima legge non modifica l’ articolo 10 della legge 361/57 (che pertanto rimane applicabile ai soli deputati) nè introduce cause di ineleggibilità per i senatori. Pertanto non riesco a capire nè come la Giunta del Senato possa giudicare sui conflitti di interesse per i senatori,non avendo un riferimento normativo, se non per analogia, nè perchè il PD presenti una proposta di legge per modificare la sola legge 361/57, dato che se la proposta non prevedesse l’ estensione di detta legge anche ai senatori, questi potranno continuare ad essere eleggibili anche se si trovassero nelle condizioni specificate dall’ articolo 10, che ne impedirebbe la elezione a Deputati , ma non a senatori. Luigi Lavorgna, Roma Riferimento Articolo 10 della legge 361/1957 Non sono eleggibili inoltre: 1) coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l'obbligo di adempimenti specifici, l'osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione è sottoposta; 2) i rappresentanti, amministratori e dirigenti di società e imprese volte al profitto di privati e sussidiate dallo Stato con sovvenzioni continuative o con garanzia di assegnazioni o di interessi, quando questi sussidi non siano concessi in forza di una legge generale dello Stato; 3) i consulenti legali e amministrativi che prestino in modo permanente l'opera loro alle persone, società e imprese di cui ai nn. 1 e 2, vincolate allo Stato nei modi di cui sopra.

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