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Lettera aperta al Ministro Cancellieri- Svuotacarceri. il fallimento dello Stato

Egregio Ministro Cancellieri, Disgustata dall’ennesimo tentativo di chi ha ucciso mio figlio di non sottoporsi alle proprie responsabilità (è di qualche giorno fa la notizia del suo ricorso in Cassazione contro una pena ridicola ma già confermata da due gradi di giudizio), mi sono estraniata dalla carta stampata e dai telegiornali per alcuni giorni, poi, impossibilitata a continuare quest’astinenza mediatica, accendo la Tv e mi si propina un bel servizio sul decreto svuota carceri da Lei proposto e votato ieri da 357 Onorevoli Signori.-. Cerco di capire di più, mi documento: internet e la Tv fa il resto, ma continuo a non credere, mi dico, non è possibile, non è vero, forse sto solo sognando Poi, il culmine dell’incredulità’ lo raggiungo quando leggo una sua dichiarazione nella quale Lei definisce questa, UNA BUONA LEGGE! Intendiamoci Signor Ministro, non desidero entrare in valutazioni tecniche per le quali, obiettivamente, non ho competenze sufficienti, ma mi chiedo quale buona legge possa essere quella che rimette in libertà migliaia di detenuti, cui viene, di fatto, consegnata la chiave e la possibilità di tornare a delinquere, poiché il carcere, cosi com’è concepito in Italia, non è rieducativo e neppure riabilitativo. - Il concetto mi sembra di una semplicità assoluta, quasi elementare capire che quella che Lei definisce una buona legge è, concretamente, il fallimento di uno Stato che non sa come risolvere un problema e così facendo ne crea un altro di dimensioni superiori e dalle conseguenze imprevedibili. - Condivido perfettamente che una soluzione debba essere trovata ma Lei e tutti gli Onorevoli Signori che hanno ieri espresso il loro parere positivo, Vi state comportando in modo anomalo e ben strano, al di fuori di ogni logica. Cerco di spiegarmi meglio.- Quale chirurgo di fronte ad una massa tumorale primaria e individuata deciderebbe di intervenire solo su una metastasi ben sapendo che ciò sarebbe ininfluente ai fini di una guarigione? Ebbene, Voi state facendo la stessa cosa.- Svuotate le carceri, date l’illusione di una vita dignitosa a chi in quelle carceri ci rimane e, dal momento in cui non affrontate il problema alla base (costruzione di nuove carceri, depenalizzazione dei cosidetti reati nani, rimpatrio di extracomunitari ecc ecc.) Vi guardate bene dall’informarli che fra qualche mese, in quelle celle le loro condizioni saranno peggiori di oggi.- Credo che tutto ciò, sia ingiusto anche e soprattutto per loro.- E inoltre, qualcuno di lorsignori si è mai chiesto come viviamo noi Vittime di quei reati per i quali Lei vuole liberare gli artefici? Qualcuno di Voi, 357 Onorevoli, si è mai chiesto come si vive in casa nostra, e in quale prigione di dolore siamo stati condannati? Perché non avete pensato a votare un DDL che si prenda cura di noi Vittime che quei reati li abbiamo subiti e che continuiamo a subire lo stato di InGiustizia al quale ci hanno relegato? No vero? Non è mai venuto in mente a nessuno tutto ciò? Mi dispiace Signor Ministro, NON CI STO. - Io sto dalla parte di Abele perché sono convinta che Caino debba pagare in modo certo e sicuro gli errori che ha commesso e ritiene che sia Abele che debba essere al centro dell’attenzione di uno Stato assente e di leggi latitanti e mal applicate. - E’ una colpa credere che un giorno lorsignori si accorgano di noi Vittime? E’ un sogno credere di potercela fare e sperare che tutto ciò avvenga? Sa cosa c’e’ Signor Ministro? C’e’ che mi sento offesa, derubata, in primis della mia dignità di mamma Vittima, poi di Cittadina, poi di Italiana, onesta, lavoratrice, che ha sempre pagato fino all’ultimo centesimo le tasse, che ha contribuito con il suo stipendio all’andamento di questo Stato in cui più non riesce a riconoscersi, per ben trentuno anni di onesto lavoro, fino a quando la propria vita è stata catapultata in una realtà che altri hanno scelto per lei. - C’e’ che sono stata sempre una donna con un senso forte della Patria e orgogliosa della propria italianità, e ora mi ritrovo a pensare seriamente a come trasportare quel che resta del corpo di mio figlio (perché mai sopporterei di star lontana dalle sue spoglie mortali) e trasferirmi con la mia famiglia via da questa Italia che troppo mi ha ferita e che continua a farlo, oggi ancora un pochino di più grazie al suo DDL.-. Forse, se decidessi di fuggire dall’Italia per la stessa non sarebbe una grande perdita, concordo, ma questa nostra Nazione avrà perso l’occasione di annoverare tra i propri cittadini una donna onesta, con dei sani principi, che ha sempre rispettato tutto e tutti e che non ha mai evaso le tasse neppure di un singolo centesimo. - A quel punto Ministro, ecco che Abele se ne sarà andato e Caino sarà libero e quando rientrerà in carcere, sono certa, gli offrirete condizioni di vita peggiori di quando l’avrete liberato. - Con stima e rispetto Elisabetta Cipollone mamma di Andrea De Nando morto ammazzato il 29/01/2011

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