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La Gesip rientra al lavoro ECCO COME

La Gesip rientra al lavoro ECCO COME: I dipendenti della Gesip rientrano in servizio. Dopo due settimane di stop, i quasi 1800 lavoratori sono tornati al servizio del comune di Palermo grazie alla prosecuzione della speciale cassa integrazione in deroga, con 20 ore settimanali, firmata venerdì scorso alla Regione. Un rientro in servizio che, però, ha provocato più di una perplessità I lavoratori, infatti, non sono stati tutti avvisati e alcuni nemmeno sapevano di dover rientrare in servizio oggi non avendo ricevuto comunicazioni da parte degli uffici. L’unica nota è una mail della dirigente delle Risorse umane, Lucietta Accordino, che comunicava la ripresa delle attività. “Le organizzazioni sindacali attendevano con ansia una nota dal sindaco durante il week-end del festino per il rientro in servizio di martedì 16 Dal Comune replica il vicesindaco Cesare Lapiana. “Le comunicazioni telefoniche dei dirigenti erano più che sufficienti, non c’era bisogno di una comunicazione ufficiale del Comune. Certamente c’è la copertura assicurativa e il recupero delle 40 ore avverrà nei prossimi mesi, basterà qualche giornata intera” 1° telefonata tra due dipendenti Gesip alle 08.30 di lunedì 8 luglio: - Buongiorno! Dove sei? - Dove sono? A casa. - Non si entra al lavoro? - No. Perché? Sei davanti alla villa? - Si. Mio padre domenica ha letto sul giornale che rientravamo al lavoro. -Non ha letto tutto l'articolo. Rientriamo, ma non si sa ancora quando. - Vabbè. Mi fai sapere qualcosa? Appena ho notizie. Ciao. - Ciao 2° telefonata tra i due dipendenti Gesip lunedì 15 luglio alle 11.30- - Ciao, ci sono novità? - Domani, se non hai da fare, passa al lavoro. - Si rientra? - Di ufficiale non c'è niente, come sempre. Nessuno ti chiama. Ma ho letto su livesicilia che hanno firmato l'accordo, questo significa che domani dovrebbero farci rientrare. Io ci vado, poi si vede. - Al limite ci prendiamo un caffè. - Esatto. Le due conversazioni che ho sinteticamente riportato riproducono com'è avvenuto in questi mesi il rientro al lavoro di circa 1.800 lavoratori che prestano servizio nelle strutture comunali della quinta città d'Italia. Per quanto male si possa pensare di questi lavoratori, ritengo che nessuno possa considerare giusto un simile modo di trattarli, né ritenere decoroso per qualunque amministrazione un simile modo di gestire il personale e i servizi. O no?

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