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Ancora una volta il privato salva il pubblico

Usciti i dati dell'ultimo bilancio del nuovo INPS nato dal matrimonio, fatto con i fichi secchi, tra il vecchio INPS dei privati che portava una dota attiva di 9 miliardi di euro e l'ex-INPDAP che invece portava debiti per 10 miliardi di euro. Ancora una volta il privato deve sopportare i debiti del pubblico. Scorrendo i dati, come riporta il Sole24ore l'assegno medio mensile (presumo netto) è di 881 euro per le pensioni Inps, 1.725 euro quello per le pensioni ex Inpdap e 1.175 quello per le pensioni ex-Enpals. Pur tenendo a debito conto che per il vecchio INPS ci sono le pensioni sociali e di vecchiaia (che tuttavia ricadono tutto sul proprio bilancio), la differenza è vistosa, non solo tra pensionati, ma pure tra le forze in attività. Non credo che ci siano operai FIAT in attività che percepiscono stipendi di 1.725 euro (pure se fosse lordo, sarebbe una cifra che un 35enne-40enne di oggi non vedrebbe). Ma dove la rabbia sale è scorgendo i dati dell'ex-INPDAP. Esiste un'intera area "Credito, investimenti e Patrimonio", in cui ai dipendenti pubblici (e solo a loro) vengono offerti, nonostante l'ente adesso sia unico, servizi sociali e di welfare. Tra le tante, 11.000 borse di studio ai figli universitari di dipendenti, sempre pubblici, convenzioni e sovvenzioni in strutture per anziani, sempre e solo se si è un pensionato INPDAP. Da non sottacere finanziamenti al tasso molto agevolato del 3,50%. Lo sfigato del settore privato se si reca in banca paga solo di spread sul mutuo prima casa il 3,10% mentre per i finanziamenti il tasso più concorrenziale va dall'8% al 10%. Ciliegina, adesso sul groppone ci dobbiamo caricare questo buco che dobbiamo pagare tutti. Io ho già somatizzato il fatto di non percepire una pensione avendo 26 anni, ma vedere che mi vengono sottratti dalla mia busta paga (misera) i contributi per pagare tutto ciò mi fa solo alzare la pressione. Ma teniamoci almeno la salute pechè altrimenti mi tocca pagare 10 euro di ticket. Antonio Di Gilio.

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