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Padri e figli

Qualche settimana fa il giornalista Dell'Orto,a Pag.21 di Libero,ci ha descritto la tragedia avvenuta sulla falesia francese di Oripierre, vicino a Grenoble,ove il dodicenne Tito,campione d'arrampicata sportiva,ha perso la vita cadendo per venti metri. Sostiene,Alessandro Dell'Orto,che la passione sportiva dei figli va sostenuta. Sono d'accordo fino ad un certo punto,perchè gli adolescenti,anche se campioncini in qualche disciplina sportiva,spesso non lo sono in quanto a maturità che deve accompagnare,anzi "guidare" la disciplina. E a dar ragione alla mia tesi ci si mette pure il povero padre dello sfortunato Tito,che accusa gli organizzatori : " Tito ha utilizzato un’attrezzatura non sua e assemblata male. Qualcuno dovrà darmi una spiegazione. Comunque l’uso del casco dovrebbe essere reso obbligatorio. Da ciò che mi hanno detto sembra che i “rinvii” fossero stati montati nel modo sbagliato. I moschettoni non entravano nelle fascette ma nei gommini, che non garantiscono alcuna sicurezza. Quando Tito è arrivato in alto e si è sentito sicuro, uno dopo l’altro quei “rinvii” hanno ceduto ed è precipitato nel vuoto”. E allora ? E allora perchè nella foto d'archivio piazzata a Pag.21 di Libero,il ragazzino "sale,sale" senza casco ?

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