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GIUSTIZIA E GIUDICI

I Politici “parlano” della necessità di separare le carriere dei Magistrati, della Responsabilità dei Magistrati, o della Giustizia in generale quando riguarda loro; in particolare – in questi anni – se ne parlato molto perché riguarda Berlusconi. Anche i “normalissimi Cittadini” potrebbero avere qualcosa da dire sulla cattiva gestione della Giustizia o parlare di Giudici “di parte”. Per quel che mi riguarda ho un esempio lampante di un Giudice di parte. Lavoro in un Ente Pubblico Nazionale (circa diecimila dipendenti) da circa 30 anni e dal 2009 ho in corso una causa per vessazioni/mobbing e non solo l’unico, conosco anche una collega che è stata costretta a licenziarsi a causa delle vessazioni subite. Chi legge potrebbe non credere che in un Ente Pubblico Nazionale, che dovrebbe essere più attento alla tutela dei lavoratori, succedano casi di vessazione. E’ proprio così, esistono dei Dirigenti che mettono in atto comportamenti non proprio “attenti” al benessere del lavoratore, avviano procedimenti disciplinari immotivati e che costringono il lavoratore a subirli o a ricorrere alla Magistratura. Le vessazioni vengono attuate perché i Dirigenti non “amano” i problemi che gli possono venire da parte di lavoratori che pretendono il rispetto dei propri diritti, in particolare quando questi “problemi” gli vengono creati da un dipendente non proprio “fannullone”, anzi. C’è da aggiungere che, quando il lavoratore ha il coraggio di citare in Giudizio l’Ente per un provvedimento che viene annullato perché illegittimo, le spese ricadono sull’Ente e non su chi ha emesso il provvedimento. Tornando al Giudice che ha in mano la mia causa. La causa è nata in conseguenza a provvedimenti palesemente illegittimi annullati dai Tribunali, perché sono stato discriminato, perché ho subito – in passato - un demansionamento e perché sono stato lasciato per ben diciotto mesi senza alcuna attività da svolgere e, nonostante la Funzione Pubblica abbia invitato il mio Ente a denunciare il Dirigente alla Corte dei Conti per danno erariale, al Dirigente non è successo nulla. Sarebbe lunga da spiegare quasi trent’anni di lavoro in questa Amministrazione Pubblica e di battaglie per il rispetto dei propri ed altrui Diritti ma tornando alla causa il Giudice adito, invece di dichiarare contumace la mia controparte in quanto non si è costituita per il processo (non ha presentato alcuna memoria) e non era neppure presente all’udienza, ha inviato un SMS al loro Avvocato dicendogli di presentarsi perché “c’erano dei problemi”; il problema era legato alle notifiche fatte correttamente ed alle corrette sedi. Non sono a conoscenza se tra il Giudice e l’avvocato di questa Amministrazione Pubblica esista un “rapporto di amicizia” di sicuro posso affermare che – con l’invio dell’SMS – esiste un “trattamento privilegiato”. Ho fiducia nella Giustizia in quanto ho già vinto tre cause (due per provvedimenti immotivati e illegittimi e uno per danni esistenziali) proprio perché ho potuto dimostrare la legittimità dei miei ricorsi; anche in questo caso è evidente il comportamento vessatorio ma forse è proprio questo a “frenare” la mia causa. Ho denunciato l’episodio al CSM (Organo Disciplinare dei Magistrati) il quale non ha rilevato alcuna violazione disciplinare ma mi ha consigliato di rivolgermi alla Magistratura Ordinaria. Uno si chiede, se non interviene l’Organo Disciplinare come si può pensare che un Magistrato avvii una causa contro un altro Magistrato? Se in passato, per denunce presentate alla Magistratura Ordinaria per fatti penalmente rilevabili nei confronti di Dirigenti di questa Amministrazione Pubblica (calunnia, omissioni di atti di ufficio), il Magistrato incaricato delle indagini ha pensato di archiviare cosa può farmi pensare che – in questo caso – il Magistrato prosegua nei confronti di quel Giudice che ha inviato l’SMS? Le cause di lavoro contro le Amministrazioni Pubbliche sono “una manna” per lo Stato perché, anche se il lavoratore ha ragione, paga sempre il Cittadino, il ricorrente paga perché deve prendere un avvocato che vuole essere pagato mentre l’Amministrazione Pubblica gli avvocati li ha come dipendenti pagati dai Contribuenti. Siamo alla regola del “cane non mangia cane”, forse se avessi i soldi e la notorietà di un qualsiasi Politico o il “potere” di un Ente Pubblico Nazionale, qualcuno – forse – avrebbe preso qualche decisione.

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