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CONSIDERAZIONI SULL'IMMIGRAZIONE

Caro Direttore:" La terra è bassa", così dicevano i vecchi contadini per indicare che si deve piegare la schiena per lavorarla. Ma chi ha lavorato la nostra terra fino adesso? Io parlo della pianura padana ma questo vale per tutta l'Italia. Chi l'ha lavorata e l'ha resa fertile costruendo canali d'irrigazione, strade, sentieri e tutto il resto sono i nostri nonni, insomma i nostri antenati. Chi ha svolto tutte le altre attività produttive dall'industria all'artigianato al terziario eccetera? Sempre i nostri padri e i padri dei nostri padri. Nella mia famiglia ho antenati agricoltori, artigiani, preti, operai, persino una nonna che da guardarobiera e ricamatrice lavorava in casa Montini e aggiustava i vestiti al futuro Papa Paolo Sesto quando ancora era piccolo. Ora io credo che i popoli della terra siano tutti fratelli, ma se mille fratelli pretendono di entrare tutti nel mio appartamento allora proprio non ci siamo. Posso aiutarli nel mio piccolo, ma poi i fratelli migranti devono un po' arrangiarsi come hanno fatto i nostri poveri vecchi che si ammazzavano di lavoro e a cui nessuno regalava nulla. Qui arrivano spesso, senza documenti, magari arrivano donne incinte che fanno nascere il figlio in Italia con l'intento di farlo diventare italiano subito. Ma per diventare italiano a mio parere ci vorrebbe una storia di lavoro alle spalle e non un incognito passato che potrebbe avere una radice criminale o selvaggia. Sarebbe anche interessante sapere chi sono costoro, se sono cristiani o animisti o altro, poiché alla domanda: "siete cannibali?" potrebbero risponderci: "non ci sono più cannibali, l'ultimo l'abbiamo mangiato proprio ieri".

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