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Cambio di rotta economica

Egregio Direttore, le scrivo in merito alla situazione di stallo che il nostro sistema economico sta vivendo. Quello che si presenta ai nostri occhi è come la vsione di una grande petroliera che segue una rotta ben delineata da anni in un vasto oceano e che ad un certo punto riceve ordine di virare di 90 gradi e cambiare rotta, nel più breve tempo possibile. La manovra sarà di per sé fifficile data la grande mole della nave, perdi più ancora più gravosa data la tempistica così stringente assegnatale. Le onde che ne scaturiranno dalla manovra così veloce saranno onde giganteache che arrivate alle coate provocheranno distruzione e caos. È quello che la nostra economia sta vivendo. Soprattutto da un punto di vista energetico siamo di fronte ad un cambiamento radicale, dovendo transitare un'era basata sui combustibili fossili ad una sulle energie rinnovabili. Ovviamente la posta in palio e grandissima e lobby di ogni gwnere si stanno scontrando per rallentare la virata della nave il più possibile. Ma ilrocesso in atto è inarrestabile, la nostra economia chiede di produrre a costi inferiori, del lavoro si, ma anche energetici, minori costi di smaltimento scorie e rifiuti, il nostro sistema sanitario chiede una economia-lavoro che produca più ricchezza reale e meno malattie professionali che successivamente gravano sul nostro SSN. La nave oramai ha iniziato a virare e fintanto ché non avrà completato l'inversione di rotta sulle nostre coate arriveranno onde distruttive. Importante in questa fase è una economia di solidarietà che faccia sentire tutti comunque parte del nostro sistema. L'idea di lavorare tutti magari solo 20 ore alla settimana potrebbe essere una soluzione...anziché far fare 40 ore ad una persona meglio 20 ore a due individui. L'idea di scambiare gli anni contributivi tra chi vuole ritirarsi prima dal lavoro con magari chi intende restarci uno o più anni potrebbe essere un'altra soluzione. L'idea di utilizzare i pensionati per lavori socialmente utili un'altra ancora. Quindi perché innalzare l'età pensionabile impedendo di fatto l'entrata nel mondo del lavoro ai giovani, visto che nuovo lavoro non se ne crea? Le soluzioni iniziano con la logica non con il prendere tempo..... Grazie

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