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Replica al sindaco De Luca

Gentile direttore siamo un gruppo consistente di persone (più di ottomila iscritti), che si scambiano su Facebook opinioni su ciò che accade a Salerno e da un anno è mezzo cerchiamo anche di essere una voce critica e una proposta di cittadinanza attiva all’interno di una città in cui è difficile, salvo rare eccezioni, rintracciare una opposizione politica al ventennale dominio di Vincenzo De Luca. Avendo letto l’articolo di Gilberto Oneto sui debiti del Comune di Salerno e la replica del nostro sindaco, ci pare opportuno precisare alcuni dati di fatto che contraddicono le affermazioni del primo cittadino. Come giustamente rispondeva lo stesso Oneto, è stata la Corte dei Conti e sono stati gli Ispettori Ministeriali a sollevare più di un problema sui bilanci del Comune di Salerno. Senza contare che nella lettera del sindaco, si mette un po’ tutto assieme confondendo le acque tra spesa corrente e investimenti per opere pubbliche. Quelli che riguardano, per intenderci, anche i progetti delle archistar internazionali. Tanto per la cronaca, questi cantieri sono aperti da tempo inveterato e ancora oggi non è chiara una data precisa per il completamento dei lavori. Per fare un esempio, la cittadella giudiziaria, griffata studio Chipperfield, fu progettata nientemeno che nel 1999. A Barcellona un progetto praticamente identico, anche se ovviamente di volumetrie superiori, è stato realizzato già da 4 anni, nel 2009, dopo che la prima pietra era stata posta nel 2002. Dal Comune fanno sapere che ci vogliono altri 30 milioni, eppure il progetto era stato già interamente finanziato dal Cipe. Così come mancano i soldi per finire la stazione marittima, un’altra eterna incompiuta. O vogliamo parlare della metropolitana (se così si può definire una linea di superficie su un solo binario), che è ancora al palo dopo anni e anni. E che dire del palazzetto dello sport dove per ora nuotano solo le rane, essendo state costruite solo le fondamenta ed essendo lo scheletro lasciato nell’abbandono, come documentato tempo fa dalle telecamere di Striscia la notizia? De Luca si premura anche di far sapere che la raccolta differenziata è da record, ma si guarda bene dal dire che anche la tassa sui rifiuti è da record, così come le altre tasse comunali. Quelli che lui chiama parchi, sono luoghi spesso abbandonati all’incuria e ritagliati nel piano urbanistico giusto per cercare di compensare il dato di fatto della cementificazione spinta di tutto il territorio. Quei pochi alberi presenti in città li sta eliminando metodicamente, come ha fatto per costruire quella piazza della Libertà che, ancora lungi dall’essere finita è già in parte crollata. Il Wi-fi libero è una favola che racconta da anni e che è quasi totalmente infondata essendo operativo solo in aree ristrettissime del territorio urbano. Il sistema dei trasporti pubblici è in condizioni a dir poco drammatiche, cosa per lo meno imbarazzante per un sindaco nominato sottosegretario ai Trasporti (e ostinatamente rimasto attaccato contemporaneamente alla poltrona di sindaco). Gli asili nido hanno problemi enormi di gestione col personale che attende spesso molto tempo prima di essere pagato. Inoltre il sindaco conteggia, per menar vanto, anche quelli privati su cui il Comune non ha alcun merito. Questa attenzione per gli anziani è tutta da verificare e chi ha un familiare malato di demenza senile o di altre patologie gravi sa bene che non può contare certo sul Comune. Per le luci d’artista, nella lettera inviatavi, il sindaco fa attenzione a parlare di visitatori e non turisti, sapendo di poter essere smentito. Ma quei due milioni chi li ha contati? Certo, è vero che tanta gente arriva a Salerno per vedere le luci, ma nella stragrande maggioranza dei casi sono gitanti della domenica in arrivo dalla provincia di Salerno o da province limitrofe. Si tratta di turismo? Se così fosse, la “festa de’ noantri” a Roma sarebbe un grande attrattore turistico, magari più del Colosseo. In quanto ai consensi elettorali De Luca agisce da 20 anni in sostanziale monopolio politico, con una opposizione di centrodestra che addirittura in certe occasioni ha dato indicazioni di voto a suo favore, salvo poi pentirsene successivamente, e gestendo un complesso sistema di potere che pesa molto in una città povera, dove il tessuto produttivo e industriale è praticamente distrutto. Già perché nella “meravigliosa favola” della Salerno di De Luca si omette di raccontare che quella che una volta fu la zona industriale oggi è un deserto e migliaia di giovani ormai abbandonano la città, che è sotto costante declino demografico come certificato dall’Istat. Persino la Antonio Amato, che è stata l’icona di Salerno nel mondo, è recentemente fallita. Cordialmente Figli delle Chiancarelle

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