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LETTERA APERTA AL MINISTRO DEGLI INTERNI on.le ALFANO

LETTERA APERTA AL MINISTRO DEGLI INTERNI On.le Angelino ALFANO Egr. sig. Ministro, Sono un Assistente della Polizia di Stato in servizio presso il I° Reparto Mobile di Roma che ricopre l’incarico di Coordinatore Nazionale per i Reparti Mobili e di Segretario Provinciale di Roma per il sindacato ANIP – ITALIA SICURA. Con questa mia rappresento tutti quei poliziotti che quotidianamente svolgono servizi di Ordine Pubblico a disposizione delle Questure di tutta Italia in particolare mi riferisco alla situazione della Val di Susa dove, per l’ennesima volta, le Forze di Polizia schierate dalla Questura di Torino a tutela del Sito Archeologico presso il quale si stanno svolgendo i lavori per la TAV, sono state vittime di violenti attacchi di facinorosi. Ancora una volta le Forze dell’Ordine hanno dovuto fronteggiare tali dissidenti che, forti della mancanza di precetti e coercizioni penali, hanno utilizzato qualsiasi mezzo a loro disposizione come arma per sconfiggere il “nemico”, rappresentato da poliziotti e carabinieri! Al di là delle motivazioni politiche che portano alla realizzazione della TAV quello che a noi interessa è che le Istituzioni e chi le rappresenta intervengano in nostra difesa e in aiuto in questa situazione critica che ci vede ogni giorno più esposti al pericolo della nostra vita. È ben vero che il nostro lavoro implica, quasi da contratto questo rischio ma ciò non autorizza lo Stato stesso ad esporci senza scrupoli come bersagli umani. Quello che a noi appare evidente è che alle Istituzioni stia sfuggendo di mano la gestione della situazione… abbiamo deciso di alzare nuovamente la voce per far capire che dopo più di 30 anni si sta ritornando al “terrorismo”… eh si, caro Ministro, perché per i fatti del 3 Luglio 2011, come per quelli del 15 ottobre 2011 a Roma, le Procure di Torino e Roma hanno parlato proprio di terrorismo! Del resto lanciare bombe carta e molotov a volto coperto per quasi 5 ore a poliziotti e carabinieri è palesemente un’azione terroristica. Lei non c’era quel 3 luglio di 2 anni fa a Chiomonte, come non era a piazza San Giovanni a Roma; né del resto, qualsiasi Ministro e Parlamentare della nostra Repubblica! Mi permetta di farLe presente che più molotov che esplodono vicino ad una persona possono mettere un “pochino” in agitazione e nonostante tutto a noi è richiesto SEMPRE un comportamento irreprensibile, come è giusto che sia. Per noi può essere facile sbagliare quando, dopo ore ed ore di sassi, bastonate, bombe carta e molotov, arriva l’ordine della “carica” che sicuramente da una parte può essere risolutiva per quanto riguarda la gestione dell’Ordine Pubblico, mentre dall’altra ci carica di responsabilità immediate che nemmeno il più grande dei politici o dei magistrati potrebbe, vorrebbe e riuscirebbe a prendersi. E così passare da vittime a carnefici nel rischio, oltretutto, di avvisi di garanzia, perché la Magistratura deve “garantire” l’equità e la giustizia, ed essere demonizzati perché sicuramente fa più audience vedere un manifestante con un po’ di sangue addosso dopo gli scontri, che un poliziotto con le ossa rotte all’Ospedale! È assurdo vedere che le malefatte dei manifestanti-criminali passino come “gioco delle parti” e su di noi invece si abbatte costantemente la scure di una Magistratura che, per noi, analizza ogni singolo micro-fotogramma mentre dall’altra parte si accetta continuamente e quotidianamente una impunità pericolosissima e gravissima, in spregio di tutte le Leggi dello Stato! Ed ora, in Val di Susa come forse in futuro nel resto dell’Italia per l’emergenza immigrati e/o per la situazione di instabilità politica, esplode in noi un amletico dilemma: AGIRE O NON AGIRE? In mezzo c’è la nostra vita di cui, alla luce dei fatti, non interessa nulla alle stesse Istituzioni che noi difendiamo per Dovere di Stato e, sia ben chiaro, non per motivi né scelte politiche come ci dicono i dissidenti! Ci deve scappare il morto prima che qualcuno prenda una decisione? Dobbiamo aspettare che uno di noi diventi un altro Eroe della nostra Patria? NOI VOGLIAMO SENTIRE SOLO LA VOSTRA VOCE DIFENDERCI E TUTELARCI, ABBIAMO BISOGNO DI SOSTEGNO DA PARTE DELLE ISTITUZIONI ALTRIMENTI TUTTO SI RIDUCE AD UNO SCONTRO MANIFESTANTI-POLIZIOTTI (nemmeno Polizia, visto che anche i nostri vertici non si fanno sentire e non prendono posizioni!). E’ FIN TROPPO FACILE DEFILARSI PER VOI, NOI INVECE NON CI SIAMO MAI DEFILATI, ANCHE NELLE SITUAZIONI PIU’ DIFFICILI E PERICOLOSE, MA E’ GIUNTO IL MOMENTO CHE COMPRENDIATE CHE NOI SIAMO ORMAI L’ULTIMO BALUARDO DELLA DEMOCRAZIA, INFATTI SUPERATI I POLIZIOTTI DEI REPARTI MOBILI ED I CARABINIERI DEI BATTAGLIONI RIMANGONO IL CANTIERE TAV E I PALAZZI ISTITUZIONALI. Mi auguro veramente che Lei presti la dovuta e necessaria attenzione a questa Lettera Aperta che non è assolutamente uno sfogo! Nessuna parola che Lei sta ora leggendo in questa Lettera è casuale bensì è figlia di un’alta, lodevole e rispettabile professionalità ignorata, mai come adesso dalle Istituzioni. MERITIAMO RISPETTO, TUTELA E DIGNITA’. TUTTO QUELLO CHE ADESSO CI MANCA! ANDREA CECCHINI Coordinatore Nazionale Reparti Mobili ANIP-ITALIA SICURA

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