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Proposte per salvare l'Italia

Gentile Dott. Belpietro, con l’intento di dare il mio piccolo contributo a favore del nostro paese, sottopongo alla Sua attenzione alcune riflessioni su due temi importanti. Forse si può fare ancora qualcosa per salvare l’Italia dalla catastrofe e/o dalla definitiva sottomissione ad altri paesi e forse le seguenti proposte possono dare lo spunto per trovare le soluzioni giuste. Tema n.1 – Evasione fiscale Perché nessun partito, movimento, organizzazione, associazione di categoria, sindacato, ecc., chiede al Governo di specificare, almeno per categorie, dato che i nomi non si possono rendere pubblici, quali tipi di soggetti hanno scudato i 105 miliardi ai tempi di Tremonti? Sarebbe una indicazione preziosa per fare chiarezza su questa grande mistificazione dell'evasione fiscale così come ce la raccontano. Penso che il malaffare e le responsabilità del fallimento del nostro paese hanno i nomi dei responsabili scritti su quel denaro. Se non si possono avere nomi e cognomi almeno si sappiano quali categorie di soggetti hanno accumulato tanti soldi in evasione fiscale da rappresentare l’equivalente di 3 o 4 manovre finanziarie dello Stato! Si chiarisca poi, una volta per tutte, che l’evasione fiscale è sì tutta da condannare perché produce comunque ingiustizie, ma quella evasione fiscale lì non è la stessa evasione fiscale dell'idraulico che ripara lo scaldabagno e non fa la ricevuta o del pizzaiolo che non fa lo scontrino. La prima, quella dei capitali scudati, uccide il paese, la seconda si traduce in un costo inferiore per il consumatore! A supporto del mio ragionamento le riporto uno stralcio della nota di Equitalia che gira sul web in questi giorni: "In ogni caso, al 31 dicembre 2012, oltre l'80% del carico residuo era riferibile a debitori iscritti a ruolo per importi complessivamente pari o superiori a 500.000 euro (121.409 soggetti per un carico netto residuo da riscuotere pari a 452 miliardi di euro)." Questo dice Equitalia, ma se si divide 452 miliardi per 121.409 soggetti la somma media che ognuno di questi deve all’esattore dello Stato è 3.722.952. Capisce di che tipo di evasori stiamo parlando? Ecco io dico che i dati per mettere a posto le cose ce li abbiamo e sappiamo chi sta drenando le risorse del nostro paese, basta mettere insieme i 121.409 soggetti citati da Equitalia e i soggetti che hanno scudato i 105 miliardi. Tema n. 2 – Economia Possiamo tenerci e sviluppare le produzioni di eccellenza, il “made in Italy” e lasciare ai paesi emergenti la produzione industriale a basso valore aggiunto. Non c'è bisogno che torniamo indietro rispetto alle conquiste operaie. Non c'è nessun altro paese al mondo che ha il nostro patrimonio artistico archeologico e paesaggistico. Allora trasformiamo l'Italia in un giardino accogliente. Smettiamo di costruire case e realizziamo infrastrutture. Riqualifichiamo il territorio. Facciamo una politica di investimenti nei trasporti pubblici e stronchiamo la produzione di automobili private. Investiamo soldi pubblici e privati nell'edilizia di riqualificazione e nel turismo. Non c’è da meravigliarsi del fatto che nessun economista affronta il problema dell'economia italiana in questi termini. Nessun paese ha la nostra arte, la nostra architettura, la nostra storia, i nostri luoghi e in nessun paese quindi si può considerare l'accoglienza risorsa inestimabile come potrebbe essere da noi e non ci può essere esperienza di altri paesi da prendere a modello. Quindi non essendoci esperienze non ci sono nemmeno analisi economiche e forse è questa la ragione per cui gli economisti non ne parlano. Abbiamo una materia prima che non ha nessuno e invece di impegnare tutte le nostre forze per farla fruttare diamo retta agli stranieri che vogliono costringerci a diventare competitivi coi cinesi nella produzione industriale. PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI! Perché il nostro paese si riprenda economicamente servono due o trecento miliardi e c'è poco da fare: o si stampano o si prendono da chi ce li ha o non si pagano i debiti fino a data da destinarsi, oppure si fa un mix di queste cose. Per questo gli interventi da fare subito in economia sono: 1) Congelamento del debito pubblico fino a data da destinarsi. 2) Tassa Patrimoniale sui grandi patrimoni (Banche, Assicurazioni, Grandi Imprese, Malavita Organizzata e non, Famiglie storicamente ricche). 3) Smettere di puntare sull'automobile e spostare gli investimenti pubblici e privati dall'automobile al turismo incentivando anche la nascita e lo sviluppo di grandi aziende turistiche. 4) Rilanciare l'edilizia per infrastrutture e riqualificazione urbana e del territorio disincentivando o impedendo nuova edificazione di alloggi. 5) Impegno in ogni ambito competente affinché in entrambi i settori, turismo ed edilizia, trovino spazio grandi, medie e piccole aziende nei rispettivi ruoli ma con pari dignità. 6) Investimenti pubblici nei trasporti e nella rete. 7) Agevolare l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro sia da dipendenti che da imprenditori. Cordiali saluti.

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