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Integrazione Falsata

Spett.le Direttore, continuo a leggere articoli di politici che si riempiono la bocca con la parola integrazione. Alla fine nemmeno loro capiscono il vero significato di questa parola e indirettamente la disconoscono... La realtà è che nl nostro paese ci sono parecchi nuovi cittadini italiani che alla fine sono considerati di serie b perché come li stanno riconoscendo con questa realtà normativa così succede. Proviamo ad addentrarci nel problema e capire per prima cosa che integrazione significa riconoscere ad una persona gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini del paese; con l'attribuzione della cittadinanza vengono riconosciuti i diritti civili ma non quelli culturali e a che cosa servono i civili? Diritto al voto, diritto all'assistenza, diritto al lavoro ecc. ecc. Quelli culturali ? Acceso al posto di lavoro, accesso alla continuità culturale ecc. ecc. Quindi se vengono riconosciuti i civili ma non i culturali non si conclude nulla per trovare un posto di lavoro e quindi non ci si può mantenere; oppure lo troviamo in nero e questo lascia a pensare molto... Dunque vogliamo l'integrazione oppure ne parliamo ma rendendola fattibile solo una parte per comodità politica? Pensiamo ad un laureato e magari nel suo paese è anche libero professionista, nel nostro paese ottiene per raggiunti requisiti la cittadinanza italiana ma non ha diritto a professare e nemmeno ad aver riconosciuta la sua cultura poiché gli diciamo che è "analfabeta" e non può partecipare ai posti di lavoro pubblici o privati dove per requisito richiedono d'obbligo la scuola dell'obbligo. Questa sarebbe l'integrazione che offriamo? Se è così credo che tutti i politici debbano imparare il vero significato di questa parola. Così dicasi per gli italiani che conseguono un titolo all'estero che non viene riconosciuto. Basterebbe un ampliamento della legge di riconoscimento della cittadinanza italiana e la presentazione di questi titoli legittimati dalle varie ambasciate rappresentative del mondo che abbiamo in Italia e così facendo metteremmo a confronto la nostra cultura con quelle di tutto il mondo con un risultato di arricchimento e non di impoverimento poiché la cultura non esiste solamente in Italia ma in tutto il mondo. Questa è globalizzazione e vera integrazione non quella che si continua a propinare alla gente che ormai non è stupida e comprende molto bene le storture della politica in genere. Gli italiani sono stanchi di subire il fanatismo ignorante di pochi e vorrebbero che la nostra cultura si confrontasse con le altre culture esistenti in Italia per dare una svolta al personalismo e all'egoismo che risalta sempre nella volontà politica che non sa proporre progetti e soluzioni che vadano a beneficio di tutti. Distinti saluti Gastone Dr. Paccagnella

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