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Un invito al ministro dal Trentino

Leggo a Fiume che un mio conterraneo trentino, forse di origini giudicariesi, ha invitato il ministro italiano per l'integrazione a tornar nella jungla. Mi compiaccio per la permanenza di sentimenti di pietà cristiana nella nostra popolazione, di antica evangelizzazione: Serafini è certo preoccupato per la perdurante lontananza di Cécile dai suo affetti familiari e dagli spiriti degli antenati. Dimostra, inoltre, di aver fatto proprio l'invito del vescovo di Roma a servire le periferie del mondo. Del resto, noi si cantava sempre "Torna,'sta casa aspetta a te"(1930) e "Torna a Surriento" (1902: in tempi dunque meno sospetti). E il Comandante, di cui qui a Fiume si venera la santa memoria, non invitava forse il povero architetto Maroni, da lui tanto vessato, a tornare a Riva per riabbracciare il padre Bortolo, (quasi) coetaneo di d'Annunzio, e la cara "sirocchia" Alide?

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