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Abusi e truffe su residenza e censimento Istat al Comune di Roma

Ad ottobre 2011 comunicavo all'Istat che non mi era pervenuto il questionario cartaceo per la compilazione del censimento 2011. Facevo presente, di essere fuori sede. Chiedevo credenziali per compilarlo on-line dal momento che i codici si potevano reperire esclusivamente nel questionario cartaceo. Venivo risposo dall'Instat ed affermava che la spedizione dei questionari era terminata il 25 ottobre. Avrei dovuto attendere un rilevatore comunale a partire dal 21 novembre 2011 che avrebbe portato il questionario cartaceo. Lo stesso giorno facevo ancora presente che ero fuori dalla residenza (piazza Tommaso De Cristoforis n. 6 c.a.p. 00159 Roma) e il rilevatore poteva non trovarmi. L'Istat affermava che il questionario poteva essere lasciato anche ad altri. Tuttavia il rilevatore, qualora non trovava nessuno, avrebbe lasciato un avviso. A novembre 2011 l'Istat mi informava che l'indirizzo di residenza presente all'anagrafe di Roma non consentiva, guarda caso, un corretta spedizione postale. Mi riferivano di recarmi presso un centro comunale di raccolta per ritirare un questionario di scorta. Avvisavano sui tempi di restituzione ovvero compilazione on-line del questionario, i quali, guarda caso, stavano, per me, andando in scadenza. Rimandavano a prolisse modalità contorte dando l'impressione di “far finta” di non aver compreso che non ero in sede e non potevo, quindi, recarmi personalmente presso i centri di raccolta. Oltretutto, l'Istat, considerati i raggiri, le omissioni d'atti d'ufficio, l'assenteismo e l'incompetenza che generalmente la pubblica amministrazione dimostra da anni, affermava paradossalmente che talvolta ci si lamenta delle pubbliche amministrazioni. Dicevano che erano “lieti di poter dimostrare un'attenzione agli utenti che ritenevano adeguati alla base del servizio pubblico che intendevano offrire ai cittadini”. A febbraio 2012 inviavo comunicazione all'Istat per riferire che non avevo ricevuto nessun avviso o questionario cartaceo. Per problemi personali ero fuori sede e non potevo recarmi presso le strutture di competenza. Riferivo che avevo accertato che nulla era arrivato se non un questionario senza nominativo. Senza avere, quindi, le credenziali (username e password) non potevo compilarlo nella modalita più agevole ossia on-line perchè avrei compilato solo questionari non anonimi. Chiedevo riscontri. L'Istat rispondeva dichiarando la solita cosa, ossia, che da risultanze anagrafiche ad ottobre 2010 dai Comuni italiani, l'Istat, acquisiva informazioni per recapitare agli intestatari di scheda anagrafica i questionari suddetti. Affermava che alcune tipologie di questionari sono stati, guada caso, “esclusi” dal piano di spedizione. Dovevo, attendere l'arrivo del rilevatore comunale. Forniva incompleti indirizzi di Dipartimenti ed uffici relativi a Municipi Comunali di Roma (Municipio V) sapendo che non potevo recarmi personalmente. Rispondevo di aver fornito tutti gli accorgimenti necessari per agevolare il recapito del questionario cartaceo. Mettevo in evidenza uno “strano errore” del Comune di Roma, che, guarda caso, sbagliava il piano di spedizione proprio nei miei confronti sapendo perfettamente che il medesimo aveva personalmente ritirato sia il certificato di residenza che il certificato dello stato di famiglia. Rinnovavo la richiesta ad avere una semplice password per la compilazione del questionario on-line mettendo in evidenza che non avrei compilato nessun questionario “neutro” o “anonimo”. Gli dicevo ancora di essere fuori sede per problemi personali e non potevo fisicamente recarmi in un centro raccolta ovvero al Municipio V, per questo motivo la compilazione on-line era la miglior soluzione. L'Istat rispondeva affermando retoricamente le stesse scusanti. Affermava in modalità “variata” che il sottoscritto non risultava intestatario di un questionario per una variazione anagrafica. Quindi, avrei dovuto compilare esclusivamente un questionario di scorta e solo, guarda caso, in modalità cartacea. Concludeva riportando le stesse informazioni prolisse ed insolventi con paradossali intimazioni a multe ed atti obbligatori. Lo stesso giorno facevo presente, vista la truffa a cui ritenevo essere soggetto, che notavo situazioni ostative nei miei confronti. Ribadivo, che non avrei soddisfatto nessun obbligo se non diversamente da quanto in diritto mi spettava. Denunciavo l'Istat alla Procura di Roma. Il fatto strano, è che sono stato identificato mediante credenziali (Pin) richieste e fornite dallo stesso Comune di Roma, gli stessi uffici erano perfettamente consapevoli del mio nominativo di iscrizione alle liste anagrafiche. Più volte ho tentato di avere on-line certificati anagrafici dal portale del Comune di Roma ma venivano forniti esclusivamente a pagamento, il quale, poteva essere soddisfatto tramite Banco di Siena o essendo esclusivamente correntista bancario nonostante sapevano che sono disoccupato. Ogni comunicazione in modalità cartacea, on-line, fax, raccomandata a/r o quant'altro è stata utilizzata per ostacolarmi nelle richieste, nelle comunicazioni o invii documentali finalizzate solo a spese. Ora capisco come fa l'Istat a fornire dati disoccupazionali falsi per alcune categorie di disoccupati, inoltre, nessuno sà che l'Istat deruba dall'affitto di locazione di famiglie indigenti una specie di tassa furto. A novembre 2012 inviavo una missiva via e-mails a tre indirizzi degli uffici di segreteria dell'ex direttore Luigi Di Gregorio del Dipartimento Comunicazione del Comune di Roma dove veniva fatto presente che da più di 1 anno e mezzo avevo ritirato personalmente il certificato anagrafico di residenza e lo stato di famiglia composto da me medesimo al Comune di Roma. Veniva esposto che per problemi di mancanza di lavoro e difficoltà economica, mi ero accreditato nel portale del Comune di Roma tramite il possesso del Pin per accedere ai servizi on-line, ma ho trovato diverse difficoltà per potermi scaricare on-line e gratuitamente, come avviene in diversi Comuni d'Italia, i suddetti certificati anagrafici aggiornati, in quanto procedendo nell'identificazione, accesso e proseguo della procedura di richiesta on-line (anche a pagamento) il portale del Comune di Roma non mi permetteva di scaricare nessun certificato anagrafico in quanto mi vietava di procedere. Facevo altresì presente, di aver sempre compilato i moduli informativi on-line inviati da questo Dipartimento a firma dell'ex direttore Luigi Di Gregorio e di recente Marco Girella dove mi chiedevano mediante presa in giro opinioni sulla città sapendo di non essere più residente a Roma!. Naturalmente mi sono cancellato dal portale. Pochi giorni fà ho appreso dal Comune di Roma solo dopo alcune segnalazioni a Linea Amica e non nella normalità in particolare da Emanuela Scacchi di essere stato vittima di ennesimi abusi e truffe da parte dei vigili urbani dello stesso Comune o Municipio V (ora chiamato IV) i quali tramite qualcuno (affittuario Claudio Carboni amministratore unico della Good Lucky s.r.l. e Università Sapienza) hanno effettuato degli accertamenti senza nessuna motivazione tramite una ripicca per passaparola approfittando vilmente della mia momentanea assenza per farmi cancellare ingiustamente dalla residenza del Comune di Roma privilegiando, per altro, stranieri e extracomunitari residenti nello stesso stabile che era un letamaio. Durante la richiesta di residenza i vigili urbani non si sono nemmeno visti. Avevo già denunciato operatori Istat, coinquilini stranieri e affittuario Claudio Carboni il quale ha agevolato stranieri a discapito mio addebitando spese di corrente elettrica in sur-plus consumata da sedicenti e arroganti albanesi. Una mala-fede, una meschinità, tradimenti alle spalle e ipocrisie indicibili in cui è stato complice il Comune di Roma.

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