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Con stima e solidarietà

Non ho modo di arrivare direttamente alle orecchie del Cavaliere. Per questo mi permetta di usare questo libero quotidiano per esprimere la mia libera solidarità a Silvio Berlusconi. All'indomani della sentenza l'Innominato ha dichiarato che le sentenze vanno rispettate ma ora è irrimandabile la riforma della giustizia. Come insegna il vecchio proverbio "la ragione è dei fessi". Purtroppo, carissimo Cavaliere, ad oggi la ragione ce l'ha Lei. Abbiamo dovuto aspettare una sua condanna per far dire che il sistema va cambiato. Questo fa di lei un martire? Spero proprio di no. Le auguro ancora anni di attività politica, di vita attiva, di barzellette, di donne, e di "culoni inchiavabili" che ... lasciamo stare. Un martire è un morto. Per questo spero che Lei non sia mai un martire. Lei ha avuto tanti meriti. Il primo, il più evidente, è stato quello di far venire a galla i tanti piccoli e grandi conflitti di interessi che stanno nella politica italiana. Lei il suo conflitto di interessi lo ha sempre dichiarato e lo ha sempre messo sotto i riflettori. Chissà quanti conflitti di interessi, delle sue parti avversarie, ci sono e rimangono nascosti, bui, sconosciuti. Basta saper leggere i giornali, anche quelli di sinistra, per scorprirli. Lei ha acceso un faro. Lei ha avuto il coraggio delle idee e di mettere a nudo il Re impersonando lei stesso il Re. Il secondo merito, quello meno evidente, è stato quello di creare un corto circuito tra gli ideali e la realtà. Ebbene, prima della sua discesa in campo, per molti, la nostra era una nazione condizionata da decenni di "malgoverno democristiano" (ve lo ricordate?) che aveva logorato, corrotto, piegato alla sua volontà le istituzioni nate dai sani principi dei padri fondatori della Costituzione. Il PCI, allora, si proponeva come la grande forza riformista che avrebbe cambiato l'inefficenza degli apparati statali, l'ingiustizia del mercato del lavoro, avrebbe riportato l'onestà e il merito come principio fondante della nazione. Dopo la sua discesa in campo, dopo i suoi tentativi di riforma della scuola, della giustizia, del lavoro, della pubblica amministrazione, del merito, improvvisamente le vecchie istituzioni "corrotte dalla DC" sono diventate "sane ed intoccabili" e "fari della libertà" per gli ex PCI. Questo è stato il corto circuito ideologico. Quello che per gli elettori del PCI degli anni '80 erano: la scuola inefficiente, il posto pubblico per il consenso elettorale, l'inefficenza della giustizia, la polizia fascista, la "cattiveria" dei padroni di confidustria, il capitalismo "cattivo" delle banche, il moralismo clericale che voleva imporci lo stato etico ecc. dopo la Sua discesa sono diventate la scuola da difendere, i dipendenti pubblici da difendere, la giustizia intoccabile, la polizia amica e così via (il concetto credo che sia chiaro ...) Ultimo, ma non meno importante, lo stato etico. Ad oggi io, personalmente, mi sento dentro una dittatura della morale. Non posso più esprimere i miei gusti sessuali, non posso più dire che mi dà piacere fumare o bere, non posso più dire che alcune culture diverse dalla mia mi spaventano, non posso più dire che ci sono autori che apprezzo, non posso più parlare criticamente della guerra civile italiana, non posso più pensare di "mettermi in proprio" e lavorare per me, non posso più lamentarmi delle tasse, non posso più dire che il mio benessere dipende anche da una bella auto, una bella casa, dei bei vestiti, del cibo buono, un buon lavoro e così via. Non lo posso dire per non essere additato come immorale dai "bravi e buoni". Di fatto siamo in uno stato etico. Nessuna legge scritta. Al suo posto la gogna morale. La gogna la dobbiamo ad una cosa sola: l'esasperazione degli ideali, tanto osannati, della parte che si ritiene giusta, esasperazione funzionale a mettere Lei a tacere. Questo oggi, Cavaliere, è il suo grande terzo merito. Quello di aver aperto gli occhi a tante persone come me. Probabilmente io non sarò mai un vero uomo di destra. Probabilmente io non sarò mai un vero liberale. Quello che so è che dalla sua dicesa in campo io ho piano piano iniziato a cambiare idea su quello che era e che è la sinistra italiana. Per questo io, che non l'ho mai votato, che non lo avrei mai voluto, oggi le chiedo Grazie. Con stima e solidarietà.

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