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GIUSTIZIA E' FATTA

Dicevano cosi' anche i giudici di Stalin quando mandavano i dissidenti nei gulag o i tribunali di Fidel Castro con i giornalisti non allineati o quelli speciali di Petain in Francia e di Mussolini in Italia o, per restare alla storia contemporanea,quelli di Assad in Siria. Il concetto di giustizia deve essere universalmente riconosciuto o può essere modulato a piacere, secondo il momento o il regime al potere? Le sentenze ed i giudici che le hanno emesse vanno comunque rispettati ? La storia darà, in fine, la risposta e potrà accadere che alcuni dovranno vergognarsi di portare lo stesso cognome dei propri padri. Il mio atteggiamento di cittadino della repubblica sarà quello di rivolgere ai magistrati lo stesso rispetto che hanno rivolto a Silvio Berlusconi. Domenico Camassa

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