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Ripartire dalla rivoluzione liberale

E cosi la grande famiglia dei Moderati italiani si trova da un giorno all’altro allo sbando, senza il Leader che ha caratterizzato e cambiato gli ultimi vent’anni della storia italiana, nel bene e nel male. La nota che deve far preoccupare e aprire gli occhi agli italiani, ma che personalmente mi fa amaramente sorridere, è come ad aver deciso la sua uscita di scena non sia stato il popolo (e non regge il paragone Berlusconi/Barabba, il popolo non può essere intelligente solo se vota i comunisti o m5s, va sempre rispettato), neanche una vittoria schiacciante della sinistra, ma … quei giudici davvero politicizzati, i cari iscritti a “Magistratura Democratica” che di democratica non capirò mai cos’ha. Molto probabilmente questa condanna segna la fine del centro destra, un uomo come Berlusconi capace di mandare in pensione segretari su segretari, da D’Alema a Prodi passando per Veltroni, Bertinotti e facendo finire Bersani dallo psicanalista non lo ritroveremo nel breve periodo, prevedo governi su governi della sinistra che finalmente faranno aprire gli occhi all’Italia sulla loro incapacità di governare, dilaniati dal correntismo che si esaspera ogni giorno di più. Le gravi colpe del Cavaliere sono sostanzialmente due, la prima, di non essere riuscito a completare la “rivoluzione liberale”, con le preoccupazioni familiari e giudiziarie che si sono sommate alle troppe divergenze con gli alleati e con un’opposizione sempre in prima linea per critica distruttiva. La seconda, quella che mi delude di più e che ci porta ad avere un centrodestra ora in alto mare, è la mancanza di un radicamento nel territorio, che ora che non avremo più un Leader ma un semplice segretario potrebbe pesare tantissimo. E’ fondamentale impiantare nei giovani idee liberali, senza lasciare che si “infinocchino” (cit. necessaria 10/01/2013) tutti sentendo parlare di gesta di eroici comunisti e della grandezza della sinistra una volta al governo (che poi, quale sinistra? Quella che per caso sta governando con un puttaniere in primo grado e condannato a quattro anni di carcere? Quella che “non si possono cancellare 20 anni di Berlusconi” e poi ci si allea?) Con Berlusconi in prima linea noi moderati siamo sempre stati al sicuro, convinti di non poter mai perdere con grande margine un’elezione e così è stato, etichettando la sinistra quasi sempre come perdente e sconfitta. Ma ora è tempo di affrontare la realtà dei fatti e rimboccarci tutti le maniche anche in suo onore, senza poter più contare su un supereroe pronto a vincere sempre e comunque, ma con persone assolutamente comuni puntando sulle idee e la voglia di fare bene in territorio locale e nazionale, sperando in un segretario che un minimo di carisma ce l’abbia. Rimane un Leader che esce da eroe martoriato, costretto a rinunciare a un mandato affidatogli da 10 000 000 di italiani che hanno creduto, credono e crederanno in lui, che si ritira non perché fischiato o bocciato alle urne ma perché la “giustizia” ha scelto di dover intervenire per sradicare l’ultima radice che tiene l’Italia lontana da un governo rosso. Rimane un partito orfano, che può soltanto stringersi attorno al Presidente per un ultimo abbraccio nel periodo più difficile della sua vita e aiutarlo sempre e comunque, consapevole del declino verticale che a breve inizierà e che deve quindi rinnovarsi e ritrovare quelle caratteristiche liberali ormai appannate con un partito nuovo, snello, che sappia comunicare e che ascolti il mondo imprenditoriale ma puntando soprattutto ai giovani, oltre al futuro sono l’elettorato più facile da catturare, come dimostra la sinistra. Indipendentemente dal nome del partito, l’ultimo passo di questi vent’anni, e il primo di quelli che verranno, è cambiare. Ringraziare Silvio Berlusconi per tutto quello che ci ha dato ed insegnato, assimilare e comprendere il bene e il male che ha fatto, seguire le mosse che farà in questi ultimi mesi ma è tempo di voltare pagina scrivendone una nuova dove la rivoluzione liberale berlusconiana dovrà essere integrata al passo dei tempi e portati avanti da un Segretario fresco e scelto dall’elettorato e non dallo Stato Maggiore, perché un nuovo Silvio, carismatico e forte come lui, non lo ritroveremo con un semplice vertice di deputati. GRAZIE DI TUTTO PRESIDENTE!!!!!!!

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