Cerca

Indignazione popolare ultima speranza

Spettabile Redazione, Gli strascichi della sentenza del processo Mediaset hanno a dir poco dell'inverosimile, come inverosimile è tutta la vicenda di Silvio Berlusconi e dei suoi servetti senza dignità da un ventennio a questa parte. Qui non si tratta di essere elettori di sinistra piuttosto di destra, perché non si tratta di contestare certi programmi politici, certe idee piuttosto che altre: qui si tratta di valutare con obiettività comportamenti che travalicano ogni tipo di regola, sia essa morale, etica, istituzionale. Comportamenti che non hanno nulla a che fare con le idee e con il normale agone politico. Con la reazione scomposta dell'entourage dei fedelissimi di Silvio dopo il summit a Palazzo Grazioli si è raggiunto l'apice della follia, e si è data la prova, ancora una volta, della mancanza di rispetto di regole e istituzioni da parte di..........esponenti delle istituzioni!! Crediamo che solo in un Paese come il nostro si possa arrivare a tanto. Ci sono prove schiaccianti, c'è una sentenza definitiva, e un gruppo politico al Governo, che quindi dovrebbe rappresentare il rispetto di istituzioni e regole, blatera che la sentenza è ingiusta e bisogna dare la grazia a un criminale, o si va di nuovo al voto. Ma vi sembra normale un Paese che rimane in scacco di tutto ciò? Vi sembra normale? A parte l'inconsistenza morale dei "fedelissimi" e del loro capo, ce la prendiamo anche con l'inconsistenza del popolo italiano, che avrebbe dovuto scendere seriamente in piazza e andare davanti ai palazzi istituzionali a milioni per manifestare tutta la propria indignazione, e invece continuiamo a sentire le solite critiche -per quanto giuste- in circoli e contesti ristretti. Non è così che funziona, cari italiani! Noi abbiamo provato in molti modi a coinvolgere tutti quelli che conosciamo e ad usare i cosiddetti social network per mobilitare la gente, ma non abbiamo avuto quelle risposte che ci aspettavamo, pur partendo da motivazioni più che fondate e nell'interesse di tutti. Se continuiamo a pensare al nostro orticello, a pensare che il modenese è più intelligente del pugliese, a credere che ci siano due Italie, a garantirci il nostro misero posto di lavoro, a "sistemare" i nostri figli, a farci la nostra pur breve vacanza estiva, a comprare l'I-Phone di nuova generazione, non andremo da nessuna parte e, dispiace dirlo, ci meriteremo i governi e le situazioni che sono sotto gli occhi di tutti. Bisogna mettere il naso fuori dal proprio uscio di casa, bisogna sentirsi tutti Italiani, tutti ugualmente offesi dal comportamento irresponsabile e criminale di uno sparuto gruppo di politici, senza pensare alla loro appartenenza e a quello che si vota nelle urne, ma solo al loro comportamento, al quale va fatta una strenua opposizione. Se le cose non cambiano in questo senso, davvero l'Italia è un Paese senza speranza, ed è inutile stare a lamentarsi dei ragazzi che fuggono all'estero per lavoro, o degli imprenditori stranieri che non vogliono investire da noi: il nostro immobilismo è la causa di tutti i mali. Persino in Paesi come l'Egitto e l'Iraq, non certo fari di democrazia, si è avuto il coraggio di indignarsi. Nessuno dice e vuole che si arrivi a morti ed eccessi che tutti conosciamo, ci mancherebbe, ma si può desiderare la compattezza di un'azione congiunta e pacifica di tutti noi elettori, comuni cittadini, affinché questo stato di cose che ormai dura da troppo tempo e ci ha fatto solo del male, venga debellato una volta per tutte. Distinti saluti -- Mara e Gianmarco Iapoce Luisella Di Girolamo Mauro e Gisella D'Ambrosio Donatella e Dario Autieri Giorgio e Mayra D'Amico Arianna e Marcello Di Biase Gruppo Cittadini Si Nasce

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog