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I controlli fiscali per tutti.

Nelle recenti elezioni politiche, abbiamo constatato che D’Alema e Veltroni (rispettivamente padroni dei D.S. e del P.D.) non si sono candidati al palamento, le motivazioni addotte da questi “signori” erano dei ricambio generazionale, è ipotizzabile che gli stessi non si sono candidati perché con la sicura vincita elettorale del P.D. (cos’ poi non è stato) gli stessi D’Alema e Veltroni avrebbero sicuramente ricoperto incarichi governativi e conseguentemente avrebbero dovuto dichiarare pubblicamente i loro redditti, le proprietà mobiliari ed immobiliari; questa circostanza ipoteticamente ha indotto i due capi a rinunciare alla candidatura in parlamento, è ipotizzabile che i due possono avere proprietà di cui dovrebbero indicare pubblicamente la provenienza. Sappiamo che D’Alema (oltre alla “barca “, che pare dismessa ) avesse una importante azienda agricola (magari intestata ad un famigliare) ed è certo che Veltroni ha acquistato una casa a New York per la figlia che frequentava la scuola del cinema americana (non a caso lo stesso Veltroni, da sindaco di Roma ha costruito la città del cinema), dopo che l’acquisto divenne di dominio pubblico, lo stesso Veltroni rilasciò un’intervista dove affermava che la casa era stata acquistata con i diritti d’autore di un suo libro, lo stesso Veltroni non ha chiarito le modalità di pagamento, né se fosse avvenuto con i canali istituzionali ufficiali (va ricordato che l’esportazione clandestina di valuta è illecità). La notizia è recente, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Saccomanni ha disatteso di dichiarare pubblicamente i suoi redditi, le proprietà mobiliari ed immobiliari, è recente anche la notizia che lo stesso Saccomanni da funzionario della Banca d’Italia ebbe incontri (ingerenze) con la dirigenza del Monte dei Paschi di Siena al pari della presidente della Rai Tarantola (dago spia “01 FEB 2013 12:56 INSABBIANO TUTTO: INDAGATA ANCHE LA TARANTOLA! - LA PRESIDENTE DELLA RAI SOTTO ACCUSA A TRANI PER UNA STORIACCIA DI DERIVATI TOSSICI - SENTITA ANCHE DAI PM DI SIENA, LA TARANTOLA (QUANDO GUIDAVA LA VIGILANZA DI BANKITALIA) AVREBBE OCCULTATO I RISCHI - CHE REGALI DA FIORANI! OROLOGI CARTIER, GIOIELLI GRIFFATI, VASSOI D’ARGENTO - FINI E IL PD LA AIUTANO A EVITARE L’AUDIZIONE ALLA CAMERA… Non aver segnalato alle autorità competenti (ossia alla Consob) «fatti rilevanti ai fini della inibizione della commercializzazione in danno di terzi» dei derivati e, «con tale condotta omissiva» aver favorito «la vendita illecita dei prodotti finanziari Irs ( interest rate swaps ) » poi sequestrati dalla Gdf per importi spaventosi. Ma derivati di quale banca? Proprio Mps, insieme al Banco di Napoli (gruppo Intesa SanPaolo).”. Qui i solerti magistrati toscani (e non solo) non hanno indagato a fondo( va ricordato che solo la magistratura inquirente di Trani e Trapani hanno aperto inchieste sui titoli tossici), nonostante le cronache hanno dato ampio spazio alle notizie (si era parlato che il figlio di Bassolino fosse uno dei piazzisti dei titoli tossici, che aveva piazzato anche nelle amministrazioni di colore avverso a quello del padre). La bruttissima storia di Vitaliano Esposito licenziato dal governo Letta e di Antonio Esposito che ha condannato Berlusconi, coprono di ombre o di notte fonda il caso giudiziario e sprofonda nel baratro la magistratura che ha annientato la giustizia. Pare doveroso chiede l’annullamento della sentenza emessa in capo al presidente Berlusconi e rimandare il tutto alle Sezioni Unite della Cassazione. Un’ulteriore pastetta dei giudici della Cassazione. Senza contare gli sproloqui sul conto di Berlusconi del giudice Antonio Esposito nel corso di una serata conviviale.

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